Val Raccolana culla di sport sul Canin la prima libera dello sci italiano nel 1931

Campioni come Eugenio Monti nell’albo d’oro di una gara durissima Negli anni cambiò pelle, ma vinsero sempre i “grandi” da Thoeni a Tomba

La Val Raccolana, che si appresta ad abbracciare il Giro d’Italia, è da sempre una culla dello sport. Qui, sul Canin, si è disputata la prima discesa libera dello sci italiano. Correva l’anno 1931. Qui, sul finire degli anni Quararanta e fino alla metà degli anni Cinquanta, rombavano le Ferrari impegnate nella Chiusaforte-Sella Nevea. Sono gli stessi anni in cui vedeva la luce la scialpinistica del monte Canin, una gara che potrebbe ambire a un campionato del mondo e che ha saputo resistere al logorio del tempo e si disputa ancora. Ma torniamo allo sci dei pionieri, a quella discesa libera organizzata 82 anni fa dallo Sci club Tricorno di Trieste (che nel dopoguerra passò il testimone allo Sci Cai Trieste) che così fu raccontata dalla Gazzetta dello Sport. Era il 3 maggio 1931. «È nettamente la più difficile gara italiana. Il primo tratto, da Sella Monte Forato a Sella Prevala e Conca Prevala, non presenta difficoltà notevoli per chi è abituato ad andare forte. Ma il tratto da Bila Pec all'arrivo, specie se in condizioni di neve gelata all'arrivo, può impressionare anche lo sciatore provetto». Da dire che i concorrenti dovevano anche superare la contropendenza del rifugio Gilberti per poi buttarsi in picchiata su Sella Nevea e chiudere con il brivido del salto di roccia nell'ultimo canalino dopo 4 km di gara. L'articolista si premurò anche di segnalare che non era una gara per signore. «Alla partenza – spiegava - si arriva dopo ben quattro ore di marcia, in parte su terreno ripidissimo; si tratta di un dislivello di oltre mille metri e il percorso intero, appare a nostro avviso, alquanto sproporzionato alle possibilità delle sciatrici, anche allenatissime».

Il primo vincitore fu lo svizzero Zogg Fleury, ma l’anno dopo pose il suo sigillo l'italiano Enrico Lacedelli. Nel 1933 la gara, che metteva in palio la prima coppa Duca D'Aosta, fu conquistata dall'austriaco Leo Gasperl, un mito del tempo la cui figura è legata alla storia del KL, sigla che indica il “chilometro Lanciato”, che nel 1931 a StMoritz era sceso all’incredibile velocità di 136,6 km orari su due normali sci da salto. Una gara, la discesa del Canin, che ha visto alla partenza grandi campioni, da Vittorio Chieroni (da ricordare nel '46 il successo del tarvisiano Max Krcivoj) ad Alberto Tassotti al “rosso volante” Eugenio Monti che s’impose nel 1950. La gara, che per diverse edizioni è stata organizzata anche dallo Sci Cai Monte Canin di Udine, nel corso degli anni cambiò traccatiato fino a trasformarsi, per motivi di sicurezza, in una prova di gigante e di speciale, ma rimanendo sempre pane per campionissimi, come Gustavo Thoeni, Marc Girardelli, Alberto Tomba, Stig Strand, fino ai protagonisti dei giorni attuali.

Giancarlo Martina

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