Strafalcioni Inter e il Siena fa il colpo

Nerazzurri senz’anima stesi in casa, ma Strama non rischia

MILANO. Ognuno aveva un tabù da sfatare e alla fine, un pò a sorpresa, ci è riuscito solo il Siena. Per l’Inter continua la maledizione del Meazza, dove non vince per la quinta volta di fila e addirittura incassa la seconda sconfitta in campionato. Ma la sfortuna c’entra poco o nulla, perchè la squadra di Stramaccioni questa volta fa veramente la figura della provinciale, lenta, senza un’identità. E negli ultimi venti minuti i due gol in contropiede di Vergassola e Valiani siglano per i toscani di Cosmi l’impresa di battere i nerazzurri per la prima volta nella loro storia in serie A.

Non è ancora smaltita completamente la penalizzazione di 6 punti (ora è a -1), ma con questi 3 il Siena può festeggiare al Meazza, mentre il pubblico interista (eccetto la Curva Nord) si scatena in fischi e insulti, a cui Sneijder risponde con un gesto ironico come a dire «Fischiate, fischiate pure...». Moratti è nero in tribuna, davanti a una squadra che ha messo in mostra tutti i suoi limiti. Il vantaggio del Siena fotografa due difetti importanti, quando (28’ della ripresa) Gargano insegue a vuoto un Rosina in forma splendida, che innesta il triangolo fra Calaiò e Vergassola, bravo a battere Handanovic. Fra i due resta imbambolato Juan Jesus, che così rovina una buona prestazione e poi fa peggio al 47’ opponendo zero resistenza a Sestu, autore dell’assist del raddoppio a Valiani.

Se si aggiunge poi la prestazione inguardabile di Guarin, un Pereira inconcludente, un Cassano bello da vedere solo per un tempo (ma mai incisivo), e un Milito che gira a vuoto per tutta la partita sorgono anche dubbi sulla campagna acquisti. Nonchè su Stramaccioni che, in nome del turn over, per primo dopo 4 anni (l’ultimo fu Mourinho ma vinse contro il Catania il 13 settembre 2008) lascia in panchina Zanetti e finisce per consegnare il centrocampo ai ragazzi di Cosmi, tonici e per nulla spaventati. Anche se Ranocchia è in crescita (ma non immune da sbavature) non è tempo per sperimentare la difesa a tre.

Stramaccioni deve innanzitutto registrare i meccanismi esistenti, perchè l’assenza di Palacio e le fatiche di Europa League fino a un certo punto sono attenuanti. Da rivedere è anche il ruolo di Sneijder, che crea poco per la squadra, si intestardisce in un duello a distanza con Pegolo cercando però (al 35’) un inutile assist per Milito anzichè battere in porta a tu per tu con il portiere senese. Nella ripresa Cosmi rinforza il centrocampo inserendo Ribair per D’Agostino e Stramaccioni solo al 13’ sostituisce Guarin con Alvarez. Risultato: il Siena continua a essere ordinato, l’Inter dopo una fiammata dell’uruguaiano torna a incartarsi in una manovra lenta e poco produttiva. Perfetto per il Siena, che può ripartire comodamente con Del Grosso, Angelo e soprattutto Rosina che al 28’ lancia l’azione del vantaggio. Prezioso è anche il lavoro di Calaiò e Ze Eduardo, che pressa come un dannato ed esce anzitempo per crampi. Negli ultimi dieci minuti Stramaccioni si affida a Coutinho, che subito si fa pericoloso. Ma non basta, e nemmeno l’inserimento di Livaja per l’assalto finale. Arriva invece il raddoppio, l’11° gol incassato dai nerazzurri in cinque partite casalinghe in stagione.

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