Udinese a Roma per difendere il primo posto

UDINE. Sette mesi fa si giocarono fino all’ultimo secondo di campionato l’ultimo posto utile per la Champions League, questa sera Lazio e Udinese balleranno da una parte per il sorpasso in classifica, dall’altra per il primato. Guidolin davanti a tutti lo è già assieme alla Juventus, Reja può piazzarsi davanti al collega con una vittoria che, parole sue, saprebbe un bel po’ di «rivincita» dopo lo “sgarbo” ricevuto la passata stagione dai friulani che si qualificarono per il preliminare di Champions grazie alla differenza reti proprio ai danni della Lazio.
Vendetta. È, si sa, un piatto da consumare freddo e a Roma aspettano questa partita da sette mesi. Reja ci tiene da morire, non ha mandato giù il verdetto dello scorso campionato e sa che una vittoria avrebbe un peso non solo in chiave classifica, ma anche dal punto di vista psicologico. Per questo ha preparato la gara nei minimi particolari studiando, per l’occasione, una Lazio con un assetto tattico diverso con la difesa a tre e un centrocampo a cinque, un modulo quasi a specchio di quello che ha fatto le fortune della banda Guidolin che nei due scontri diretti della passata stagione maramaldeggiò sulle corsie esterne laziali.
Gambe. Se Reja alla vigilia ha parlato di rivincita, Guidolin da parte sua ha messo l’accento sul fatto che quella dell’Olimpico sarà la seconda delle tre gare che i suoi giocheranno nell’arco di sei giorni. Recuperare le energie mentali prima che fisiche in così poco tempo non è facile, ma il fatto di presentarsi all’Olimpico con la qualificazione ai sedicesimi di Europa League è già un bel punto di partenza. «Avessimo preso gol contro il Celtic su quel calcio d’angolo al 92’ adesso saremmo qui a leccarci le ferite e dovremmo comunque preparare la gara con la Lazio», ha sottolineato Guidolin consapevole comunque di aver dosato al meglio le energie dei suoi dall’inizio della stagione a oggi.
Formazione. I dubbi sull’undici di partenza in casa friulana sono tanti e coinvolgono anche Totò Di Natale. «Voi mi chiedete sempre della sua gestione, ma ne ho tante altre di situazioni da valutare», ha sottolineato ieri Guidolin. Per esempio Benatia, che da un paio di settimane stringe i denti e va in campo con un “problemino” agli adduttori e che in caso di ammonizione salterebbe per squalifica la gara con la Juve, ma lo stesso Armero, pure lui diffidato, e ultimamente sempre in campo per 90’ filati. E poi c’è Di Natale. Totò ha giocato l’intera partita contro il Celtic e considerando che mercoledì c’è la Juve, viene difficile immaginarlo in campo dall’inizio alla fine nella sfida a distanza con Klose. «Deciderò tutto due ore prima della partita, sperando di fare meno errori possibili», si è confidato Guidolin. Nessuno meglio di lui sa cosa fare. Se l’Udinese si presenterà stasera all’Olimpico da capolista lo si deve anche alle scelte “impopolari” del tecnico che in Europa ha impiegato le seconde linee, cosa inimmaginabile in campionato. Di buono c’è che, rispetto alla Lazio, l’Udinese ha a disposizione due risultati su tre: il pari, è bene ricordarlo, significherebbe pur sempre tenere dietro l’aquilotto e rischiare di arrivare a Natale “almeno” col terzo posto in tasca.
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