Udinese, contro il Pogon un pari che costa caro: Gueye si fa male

Nel test con in Polonia tiene botta nonostante le assenze. L’attaccante segna, poi l’infortunio alla caviglia destra: uscito a braccia, gli esami dovranno scongiurare lesioni

Pietro Oleotto
Gueye viene trasportato fuori a braccia dallo staff bianconero
Gueye viene trasportato fuori a braccia dallo staff bianconero

Metti una sera a cena in Polonia, anzi qualche ora prima, per capire se l’Udinese può giocare non solo con la tradizionale difesa “a tre”, se Solet ha recuperato, Kabasele ed Ebosse possono essere affidabili in assenza di Palma (ancora escluso precauzionalmente) e del nuovo arrivato Alaba. Queste le domande da cui ci si aspettava una risposta nell’amichevole col Pogon, un invito raccolto volentieri da Kosta Runjaic per il passato a Stettino e per lo scopo benefico dell’incontro (una raccolta fondi per l’ex tecnico e giocatore dei padroni di casa Robert Dymkowski, malato di Sla). È arrivato invece l’ennesimo infortunio, quello di Gueye, a falcidiare il reparto offensivo bianconero, privo per l’occasione di Davis, temuto a riposo dopo il fastidio muscolare avvertito contro il Cagliari, e di Zaniolo, tra i convocati di Mancini per la nuova Italia.

L’attaccante senegalese è uscito a braccia a pochi minuti dalla fine del primo tempo, dopo l’ennesimo squillo, un diagonale in corsa dal cuore dell’area respinto dal portiere Botis e contrastato dall’ex sampdoriano Riccio. Sulla ricaduta Gueye ha appoggiato male la caviglia del piede destro, accasciandosi subito al suolo in preda al dolore. Una scena che ha lasciato in silenzio i circa 7500 spettatori presenti, mentre Riccio si spiegava con l’arbitro Ostrowski, raccontando la dinamica dell’infortunio, letteralmente casuale. Il classico contrasto di gioco che lascia l’Udinese col fiato sospeso: rientrato in Italia subito dopo la partita assieme al resto della squadra, il numero 7 bianconero sarà sottoposto ad accertamenti, nella speranza che si tratti di una semplice distorsione, senza interessamento dei legamenti. Comunque un problema per mister Kosta che ha già poche scelte in attacco.

Oggi ha puntato su Gueye centravanti in un 4-3-3 con Jovaniovic a destra (esentato dalla convocazione dalla Serbia under 21 e pronto a rientrare sul piede preferito, il sinistro) e Bayo sull’altro fronte. Il senegalese è stato davvero convincente fino a quando è rimasto in campo, segnando il gol del vantaggio dopo 30’, sfruttando una conclusione di Jovanovic, innescato da Ekkelenkamp. Sulla respinta centrale del portiere Gueye è piombato come un falco mettendo il pallone nel sacco del Pogon. Subito dopo il pareggio polacco con Bieganski, capace di trasformare un traversone ravvicinato dell’eterno Grosicki per la testa del compagno che nell’azione precedente era stato murato da Mrozek, decisamente presente ieri, fin dai primi minuti, quando aveva salvato la porta bianconera.

Nella ripresa davanti si è visto Popov al posto di Gueye, uno dei tanti Primavera che hanno puntellato l’Udinese viste le assenze di otto nazionali, tanto che sulla sinistra, nella difesa “a quattro”, Runjaic ha schierato fin dall’inizio Mossolin, per sostituire Kamara e Arizala, pure lui reduce da un infortunio muscolare. A destra, invece, ha giocato per 55 minuti Zanoli, sostituito nella ripresa dall’atteso Solet che, entrando ha fatto un buona sgambata da centrale in coppia con Kabasele, mentre Ebosse è stato dirottato sulla sinistra con Mossolin sull’altra fascia. Ci si sta dirigendo verso una difesa “a quattro” in attesa di Alaba? Può darsi. Di sicuro anche ieri Ebosse e Kabasele hanno oscillato paurosamente nel primo tempo, tanto che c’era proprio il belga a tentare di chiudere (invano) su Bieganski in occasione del gol.

A proposito di gol: Bayo non è riuscito a farne neppure uno, nonostante le due occasioni nella frazione di apertura (traversa) e quella della ripresa, su cross millimetrico di Ebosse che, in versione terzino mancino, il suo vecchio ruolo, potrebbe avere un significato. Ma è la stessa parabola fatta in carriera da Alaba, che ha ancora più qualità del camerunese. Finisce 1-1, anche perché all’85’ il gol del Pogon viene annullato su segnalazione del guardalinee, mentre al 90’ è Mrozek a dire di no ai connazionali con una paratona.

 

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