«Gli scontri salvezza si vincono, non si giocano»: il doppio ex Vanoli avverte l'Udinese prima del Lecce
L'intervista alla vigilia del lunch match: l'analisi sulla difesa di Runjaic, l'impatto di Alaba e il parallelo con il calvario della Fiorentina.

«Gli scontri salvezza non si giocano, bisogna solo vincerli. E col Lecce l’Udinese non può scherzare». Rodolfo Vanoli attinge a un grande classico per presentare il lunch match di domani, quando dalle 12.30 si cercheranno punti salvezza sotto l’arco del Friuli-Bluenergy Stadium.
La classifica piange per entrambe e la situazione, come fa notare il doppio ex, obbliga la Zebretta a puntare al sodo per affrancarsi anche da un possibile calvario, come quello vissuto l’anno scorso dalla Fiorentina, citata a esempio dal fratello di Paolo, tornato da poco sulla panchina viola. Vanoli, ha presentato la sfida come una finale, dove conta solo il risultato...
«Vero, perché l’Udinese con soli quattro punti è fatto insolito, mentre le altre camminano. Il Cagliari ne ha fatti 13 e se li ritroverà più avanti, come pure il Frosinone e altre “piccole” che stanno cercando di strappare punti pesanti adesso che le big non sono ancora al top. I punti salvezza vanno fatti a inizio stagione».
Perché questi punti mancano all’Udinese?
«La squadra è costruita bene e con una rosa più importante rispetto alle ultime annate, ma manca sempre qualcosa. D’accordo, ci sono gli infortuni di mezzo, ma anche la partita di Torino ha evidenziato che è mancata la qualità per vincere. La qualità del gioco mi ha lasciato molto perplesso».
A proposito, quali appunti vanno fatti alla proposta di gioco di Kosta Runjaic?
«Penso che il mister debba strutturare bene la fase difensiva. Lui è il primo a sapere che con tredici gol subiti in sei partite l’avversario di turno pensa di avere sempre almeno un gol in canna se affronta questa Udinese. Il problema reale è questo. Poi, l’allenatore bravo è anche quello che non fa giocare gli avversari e sa organizzare bene la fase di non possesso. Quando si ha il pallone c’è la qualità del giocatore che deve emergere, e l’Udinese ne ha di qualità anche con Ekkelenkamp e Davis, aspettando Zaniolo».
Per questo dice che bisogna vincere col Lecce e non giocar bene?
«No. Bisogna vincere perché questo è a tutti gli effetti uno scontro salvezza, e queste partite qui devi portarle a casa costi quel che costi, anche rinunciando al gioco, se è il caso».
La pensano così anche a Lecce...
«Dove anche lì ci sono problemi nella fase difensiva. Il Lecce è una delle peggiori difese ed è una squadra alla portata di questa Udinese».
Che deve puntare su quale fattore per portare a casa i tre punti?
«Sul pubblico, senza dubbio. Questa partita sarebbe stata diversa se si fosse giocato a Lecce e non a Udine. La pressione l’Udinese l’avrebbe sentita più a Via del Mare».
Vanoli, è previsto l’esordio di Alaba...
«L’hanno preso per dare equilibrio a livello difensivo, d’altronde le case si fanno dalle fondamenta».
Runjaic dopo il Torino ha detto che sta mancando cattiveria, percezione del pericolo e c’è assenza di comunicazione…
«Sta cercando di stimolare lo spogliatoio, senza dubbio. Tuttavia, quando si fanno queste dichiarazioni forti, frasi come queste coinvolgono anche lo stesso allenatore perché il tecnico è sempre il termometro dello spogliatoio. Oggi non si può più scherzare in nessuna realtà. Io ho visto mio fratello che fatica ha fatto a uscire dal tunnel della retrocessione l’anno scorso a Firenze».
Rivede nell’Udinese attuale il pericolo corso dalla Fiorentina lo scorso campionato?
«“Ci sono presupposti diversi, anche perché sono due realtà diverse. L’anno scorso mio fratello prese la Viola in corsa con la squadra fatta da altri, mentre a Udine è da tre anni che i Pozzo stanno cercando di aprire un ciclo con giocatori bravi che però devono essere valorizzati».
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