Lazar Jovanović si presenta all'Udinese: colpo da 6,5 milioni per raccogliere l'eredità di Zaniolo
Il 19enne talento serbo e il portiere Mrozek svelati al Bluenergy Stadium. Inler e Collavino: «Lo seguivamo da due anni, ha una traiettoria importante»

«Mi sento un numero 10 e ho scelto il 91 perché nove più uno fa dieci». Eh sì, è proprio un’addizione quella che in tempi più o meno imprecisati porterà Lazar Jovanovic là dove adesso c’è Nicolò Zaniolo. Per carità, lunga vita all’attuale e indiscusso riferimento dell’Udinese, leader riconosciuto dall’intero spogliatoio, ma se il 19enne talento serbo è arrivato all’Udinese «dopo un paio d’anni che lo stavamo seguendo», come ha dichiarato il responsabile dell’area tecnica Gokhan Inler, è perché nella testa e soprattutto nella programmazione di Gino Pozzo, Jovanovic partirà per essere il vice Zaniolo prima di diventarne il successore.
Lo si è capito inequivocabilmente nel corso della presentazione di ieri al Friuli - Bluenergy Stadium, dove sono state ascoltate anche le prime parole del portiere polacco Bartosz Mrezek, non appena il direttore generale Franco Collavino ha presentato l’acquisto più costoso dell’ultima sessione di mercato, con il bonifico da 6,5 milioni di euro (più 1,5 di possibili bonus) girato allo Stoccarda: «Siamo sicuri che Lazar avrà una traiettoria importante nella sua carriera. È un giovane di talento e qualità che stavamo seguendo da tempo». L’interprete traduce al serbo l’investitura ufficiale della società e subito dopo, dalla bocca del diretto interessato, il perché Jovanovic ha sposato il bianconero friulano lasciando Stoccarda: «Ho scelto l’Udinese perché è un buon club, il migliore per i giovani, e la Serie A è un campionato top, uno dei migliori in cui crescere. A Stoccarda c’erano molti giocatori che il tecnico conosceva già molto bene e sono arrivato molto giovane. Volevo giocare di più».
E a farlo giocare di più, portandolo a Udine, ci ha pensato anche papà Milan, ex attaccante della Stella Rossa e del Liverpool, che oltre a rappresentarlo, curandone la procura, si dedica anima e corpo alla crescita del figlio, come confessato dal baby Jovanovic: «Mio padre ha giocato in molte posizioni dell’attacco. Lui è il mio più grande tifoso e mi aiuta quotidianamente dandomi consigli anche sulla vita in generale».
Tale padre e tale figlio? Non proprio, perché Lazar ha ben chiaro il suo ruolo. «Mi piace dribblare, sono veloce e calcio in porta. In passato molti allenatori mi hanno messo sulla fascia, ma mi sento più a mio agio come centrale e col numero 10 sulle spalle». Capito Runjaic?
A proposito, Jovanovic svela i primi contatti col tecnico: «Il mister parla la mia stessa lingua e la mia prima impressione è positiva. Gli allenamenti sono duri, ma è positivo. Ho visto la squadra col Venezia, è stata una partita difficile e mi è piaciuto anche il supporto dei tifosi».
Poi il microfono passa a Mrozek, che col Venezia ha già esordito. Inler lo definisce «un leader», e lui replica: «Sono un portiere a cui piace giocare anche con i piedi e lo avete già visto col Venezia. Ho scelto l’Udinese per il progetto che mi ha presentato il club attraverso lo staff tecnico di Runjaic. Voglio allenarmi al meglio per mostrare tutte le mie qualità».
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