Udinese, altro che festa: alla Cremonese basta il gol di Vardy, finisce 0-1
Un errore di Kabasele favorisce il gol del veterano: nel primo tempo i bianconeri non producono vere occasioni, Solet cerca di scuotere la squadra ma è troppo solo

Altro che festa! Un primo tempo deprimente dell’Udinese consente alla Cremonese di piazzare il colpaccio che la tiene in corsa per la salvezza nell’ultima recita casalinga del campionato bianconero.
L’amaro resta in bocca fin dai primi bocconi della partita e c’entrano anche le scelte di Runjaic che, nella scelta dell’undici, decide di inserire Arizala a destra al posto dello squalificato Ehizibue, mentre in attacco, al posto di Gueye – che aveva terminato la partita di Cagliari in coppia con Davis –, sceglie Buksa, ma forse il polacco “buono” era da inseriere a centrocampo, là dove il tecnico tedesco piazza Miller e non Piotrowski accanto a Karlstrom e Atta, visto che lo scozzese, un po’ per inesperienza (è pur sempre un classe 2006 alla prima stagione in A: solo 875 minuti giocati prima di ieri), un po’ per caratteristiche, non riesce a trovare la posizione quando cerca di infilarsi tra le linee della retroguardia dei grigiorossi.
Ma i veri danni i bianconeri li fanno soprattutto in fase di disimpegno, quando devono uscire palla al piede una volta disinnescati gli attacchi avversari. Che già dai primi minuti sono insistenti, vigorosi nel pressing, come ama Marco Giampaolo.
Bonazzoli e Vardy lavorano perciò anche da “schermi” e Kabasele all’8’ serve una classica “frittatona”, una di quelle amate dal ragionier Ugo Fantozzi che, combinate col “birrone da litro”, provocavano un comprensibile e rumoroso effetto collaterale.
Ecco, l’errore dell’esperto centrale bianconero ha lo stesso effetto sulla partita: gol dell’eterno Vardy, il “giovanotto inglese” arrivato a 39 anni in Italia per divertirsi prima di salutare il calcio giocato. E non puoi divertirti se alla fine retrocedi in B.
Per questo la Cremonese (e i suoi tifosi) hanno il cuore al Friuli-Bluenergy Stadium con un orecchio teso verso Reggio Emilia, dove anche il Lecce passa ben presto in vantaggio. L’altra partita che interessa la zona salvezza è quella di Cagliari, dove i sardi cercano almeno un punto con il Torino per chiudere il conto.
Insomma, le motivazioni dettano i risultati in avvio di queste tre gare giocate in contemporaneità, come deve essere per regolamento nelle ultime due giornate. Kabasele cerca di rifarsi sull’altro fronte e in effetti è lui protagonista dell’unico vero pericolo costruito dai bianconeri nell’area avversaria, quando Davis fa da sponda di testa per il belga che, solo davanti al portiere Audero, viene affondato da Luperto: rigore secondo l’arbitro Manganiello che, tuttavia, il Var fa revocare per fuorigioco di Kabasele.
È praticamente l’ultimo atto del difensore bianconero che nell’intervallo resta nello spogliatoio, da dove esce per entrare in campo subito Bertola. Kristensen si mette a fare il centrale, Solet continua ad agire a sinistra, da dove non disdegna delle sortite offensive. È in pratica uno dei più pericolosi nel primo quarto d’ora della ripresa, tanto che Barbieri è costretto ad affondarlo quando, imperioso, il francese parte palla al piede puntando l’area.
Si tratta però di un predominio territoriale tutto sommato sterile. Tanto che lo spavento lo corre l’Udinese quando Vardy riparte e, affrontato da Kamara, finisce a terra: Manganiello sventola il cartellino rosso, ma richiamato all’on field review dal Var lo trasforma in un giallo.
Mister Runjaic non può essere soddisfatto e fa partire la girandola dei cambi. Prima esce Arizala per Zemura. Poi ecco Gueye per l’invisibile Davis e Bayo per uno spento Miller. Sulla carta in campo c’è un tridente. Ma non punge. Così mister Kosta inserisce l’esordiente Camara per Kamara.
Quasi un gioco di parole che porta Bertola in fascia e Zemura a sinistra. Ma non fanno festa neppure i tifosi della Cremonese. Il Lecce stende il Sassuolo in volata e poco importa se un gol di Buksa viene annullato per il precedente fallo sul portiere di Gueye e il destro di Solet viene disinnescato da Audero al 92’: a una giornata dalla fine grigiorossi sono in svantaggio nella corsa salvezza.
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