Udinese, senti Bertotto: «Con Runjaic mi aspetto un altro salto di qualità»

L’ex capitano analizza le prospettive del club bianconero: «La partenza di Zaniolo si farebbe sentire, ma i Pozzo sanno come tutelarsi»

Stefano Martorano
Poggi e Bertotto domenica a Cividale al compleanno di Amoroso
Poggi e Bertotto domenica a Cividale al compleanno di Amoroso

«Comunque andrà con Zaniolo mi aspetto un’Udinese in crescita e ancora più funzionale alle idee di Runjaic che dovrà essere il grande equilibratore della squadra». Parola di Valerio Bertotto, l’ex capitano di lungo corso pronto a impugnare il suo binocolo per scoprire in anticipo l’Udinese che verrà, disegnandole la rotta da seguire fin d’ora, tra le onde increspate del caso Zaniolo che ben rappresentano le incertezze di un mercato come sempre legato a partenze e arrivi, e quindi ancora in alto mare.

Bertotto, l’Udinese si rimette al lavoro col caso Zaniolo ancora irrisolto...

«Parto dal presupposto che il giocatore sia fuori categoria e dunque un plus per l’Udinese, considerate le giocate ad altissimo livello di cui dispone. Un’eventuale partenza si farebbe quindi sentire sul piano della qualità che andrebbe ricercata altrove, cosa che i Pozzo sanno fare bene perchè sanno come tutelarsi».

Il caso Zaniolo potrebbe finire col braccio di ferro con la società intrapreso ai suoi tempi da Pizarro e Iaquinta?

«Ogni situazione è talmente personale che a commentarlo dall’esterno si rischia di sbagliare, quindi non me la sento di accostare i miei ex compagni a questa situazione. L’unica cosa che posso dire è che Zaniolo ha avuto l’opportunità di giocare in una realtà solida e consolidata come l'Udinese, e che il suo talento è stato messo in risalto. Starà quindi a lui capire il da farsi».

Nell’attesa, l’Udinese non ha perso tempo puntando su centrocampisti offensivi come Gomez e Chakvetadze...

«È la risposta che mi aspettavo da una società che ha le idee chiare. L’Udinese sa sempre dove andare e se sono stati presi questi giocatori è perché sono stati ritenuti funzionali alle esigenze di Runjaic».

Che sul piano tattico potrebbe passare al 3-4-2-1, come ha fatto capire nel finale della scorsa stagione.

«I numeri dei moduli si lasciano scrivere, perché poi è sempre una questione di equilibri da trovare pescando tra le caratteristiche dei giocatori disponibili, ma è proprio sotto questo aspetto che mi aspetto il salto di qualità tanto atteso perché la differenza la deve fare proprio il tecnico, al di là che lanci titolare Miller nella mediana a due con Karlstrom, e che disponga,o meno, di Atta e Zaniolo».

Runjaic sarà quindi il grande equilibratore?

«Me lo aspetto perché è al terzo anno di mandato e in questi casi, ormai sempre più rari, la continuità di lavoro e la conoscenza maturata dell’ambiente è la vera garanzia per tutti, dalla società ai giocatori. Finora il suo percorso è stato in crescendo e l’obiettivo successivo non può che essere uno step proiettato all’esaltazione del lavoro pregresso. Ecco perché mi aspetto anche che la società assecondi il progetto apportando ritocchi alla rosa molto funzionali alle idee del suo allenatore».

Che in difesa potrebbe perdere Solet e Kristensen...

«I nomi delle pretendenti a Solet fanno capire la portata e il livello di questo difensore che infonde certezze. Anche in questo caso una partenza di questo spessore comporterebbe nuovi equilibri da ricercare anche nella costruzione dal basso, mentre per Kristensen è diverso, nel senso che a mio parere deve fare ancora un upgrade tanto sul piano del gioco che su quella della personalità. Deve alzare il suo livello puntando a non limitarsi al solito compitino, quindi non sarei meravigliato se restasse ancora a Udine».

Bertotto, sembra che Runjaic voglia puntare su Palma e Pafundi.

«Bene, la premessa è buona, ma poi bisogna avere il coraggio delle proprie scelte sapendo che per crescere i giovani devono giocare».

In attacco cosa serve?

«Alzare la qualità accanto all'intoccabile Davis».

 

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