L’Udinese ha deciso: in attacco non arriverà nessuno svincolato
Il club bianconero non andrà a caccia di un vice Davis nonostante i guai alla caviglia destra del giovane Gueye. Runjaic preparerà la sfida al Torino con solo Bayo di riserva

“Calma e gesso” non è solo il tipico modo di dire che invita a non prendere decisioni affrettate, ma è anche il messaggio che Gino Pozzo ha mandato nelle ultime ore a un Kosta Runjaic preoccupato per l’emergenza in attacco dopo i verdetti choc su Nicolò Zaniolo, costretto allo stop almeno fino a fine mese per la nuova lesione al bicipite femorale riportata in Nazionale, e la distorsione alla caviglia destra subita da Idrissa Gueye a Stettino, infortunio che nel peggiore dei casi potrebbe rivelarsi non solo una mazzata per le aspettative di crescita del 20enne senegalese, ma anche uno spartiacque per la società.
E per capirlo bisogna rifarsi alle ultimissime notizie che riportano di una doppia pista perseguibile per la guarigione di Gueye; la prima è legata a una terapia conservativa che possa riportare il vice Davis in campo nel giro di un mese, dopo l’interessamento ai legamenti emerso dagli esami.
La seconda, invece, porterebbe all’intervento chirurgico qualora il decorso non corrispondesse alle attese. Gueye, quindi, potrebbe saltare un solo mese oppure molti di più, allargando così la forbice di un’emergenza che sarà pane quotidiano con Torino, Lecce e Milan.
Nell’attesa, infatti, mister Kosta avrà a disposizione i soli Keinan Davis, che sta puntando al rientro a Torino per il 12 ottobre dopo aver scongiurato un nuovo infortunio muscolare in seguito allo spavento preso col Cagliari, e quel Vakoun Bayo che in A non ha ancora segnato un gol, deludendo sempre da prima punta.
Ecco perché mister Kosta è preoccupato e chiedendo lumi ai piani alti si è sentito rispondere “calma e gesso”. Sì, perché nonostante l’emergenza l’Udinese non tornerà sul mercato aprendo il file delle prime punte svincolate. Non lo farà soprattutto perché, agli occhi degli esperti dello scouting, ci sarebbe bisogno di almeno un mese e mezzo per ricondizionare un attaccante sul piano atletico.
In più, l’Udinese è già rimasta scottata da precedenti esperienze, su tutte quella con Fernando Llorente, lo spagnolo arrivato a Udine da 35enne a gennaio 2021, e poi ripartito a giugno dopo 14 gettoni e l’unico gol segnato nel 2-0 al Sassuolo. In tema di prime punte ha faticato anche l’Ilija Nestorovski che arrivò da 29enne a luglio ’19, con tanto di rottura del crociato nel ’21. Ci sono voluti molti mesi, invece, per riportare Florian Thauvin ai suoi livelli dopo l’arrivo del francese, che prima punta non era, a gennaio ’23, per colmare il vuoto lasciato da Gerard Deulofeu, per non citare l’amaro ritorno di Alexis Sanchez due anni fa.
Così ha deciso Gino Pozzo, che dunque aspetterà Gueye, puntando a tornare sul mercato di riparazione di gennaio solo se il senegalese non recupererà. Tutto, con buona pace dei tifosi che dopo Alaba pregustavano un altro nome altisonante, a cominciare da Mauro Icardi, tornato in Argentina dopo il Galatasaray.
Eleggibili, da comunitari, sarebbero anche i big francesi Karim Benzema (38 anni) e il 30enne Antonhy Martial, svincolatosi dal Monterrey (e in trattativa col Malaga), e il 36enne spagnolo Joselu, ex Real Madrid, mentre l’esperienza nelle aree di rigore della Serie A è tutta nel 37enne Leonardo Pavoletti, dopo che il 32enne “Gallo” Belotti si è accasato al Modena.
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