Tra rabbia e affetto, l'avvio di stagione dell’Udinese divide i tifosi
Viaggio tra i tifosi bianconeri in un momento molto delicato della stagione. Diverse le opinioni: «Il brutto avvio causato dagli infortuni». «No, visti errori ingiustificabili». Alla fine il solito appello: «Bisogna stare vicini alla squadra e darle una mano»

La stagione era iniziata con grande entusiasmo e con lo sguardo puntato in alto, verso quell’Europa che è un sogno proibito ormai da troppi anni. Tra infortuni e pasticciacci brutti di gaddiana memoria, invece, per l’Udinese le cose si sono complicate presto e già al ritorno dalla prima (lunghissima) sosta il cielo sopra lo Stadio Friuli si è annuvolato, minacciando maltempo.
C’è delusione tra i tifosi, perché l’opinione diffusa è che la squadra stia rendendo al di sotto delle proprie possibilità. «La formazione sembra di un livello superiore», ci racconta Luigino Orlando, presidente dell’Uc di San Daniele «ma mancano forma e brillantezza fisica, soprattutto nel secondo tempo delle gare. I giocatori sembrano annebbiati, perdono lucidità e finiscono col fare degli errori clamorosi».
Un pensiero diffuso anche nella tifoseria della Curva Nord, come ci racconta Christian Marinig: «Sembra che l’attenzione e concentrazione durante le partite vengono meno. Serve un cambio di mentalità immediato che possa mitigare i continui infortuni e la mancanza di alternative, altrimenti si rischia di cadere in un buco nero». Della stessa idea Dimitri Quaglia, presidente dell’Uc 33038 di San Daniele: «Gli errori potrebbero essere un sintomo di malessere o di troppa sufficienza, se non si cambia mentalità oltre il decimo posto è difficile arrivare».
Ancor più netto il pensiero di Alessandro Scarbolo, presidente dell’UC “Arthur Zico” di Orsaria. «Tutti questi svarioni individuali sono un segnale negativo e ci sono costati delle partite in cui eravamo ampiamente in controllo. Il fatto che si ripetano con questa frequenza testimonia che siamo lontani dal salto di qualità. Okoye ultimamente pensa più al gossip che a fare il portiere e mi aspetto sinceramente che la società intervenga. Un po’ di panchina…».
Sui social i toni sono ancora più accesi. Qualcuno ironizza: «L’importante è fare il video con le treccine nuove, mi raccomando Maduka» scrive Marco Zanetti sotto il post Instagram della sconfitta con il Torino. Lo sguardo si allarga anche all’Inghilterra, dove i tifosi del Watford, in condizioni ben peggiori di quelle friulane, stanno cercando di coinvolgere i bianconeri nelle proteste contro la dirigenza. Luca Bez lo fa notare, senza nascondere una frecciata a mister Runjaic: «Quattro sconfitte di fila, gioco evanescente, formazioni sbagliate, giocatori che nelle pause delle nazionali brillano per i gossip e le risse e una volta in campo combinano disastri, siamo senza punte... errori su errori di società e allenatore, tutto da rifare... bravo Gino!!! E al Watford stai raccogliendo lo stesso».
Guardando al futuro, la presidentessa dell’UC di Spilimbergo Renata Rossi bada al sodo: «Credo che sia bene pensare prima di tutto a metter in cascina i 40 punti, tenendo i piedi bene per terra. Il nostro sostegno in ogni caso non cambia: ci saremo sempre».
Diversa l’idea di Filippo Burello, vicepresidente dell’UC “Bruno Pizzul” di Milano. «Ci sta mancando un pizzico di fortuna ed è presto per abbondare il sogno Europa. Quelli visti finora sono episodi, in parte sfortunati e in parte dovuti a errori che non capiteranno ogni settimana. Il mercato secondo me è stato positivo, Alaba è la ciliegina sulla torta e con Solet compone potenzialmente una coppia tra le migliori del campionato. Peccato per gli infortuni in attacco, era difficile prevedere che si potesse perdere entrambe le riserve di Davis».
Un pensiero in controtendenza, l’opinione generale è quella sintetizzata da Marinig: «Credo che la rosa titolare sia di buon livello, ma che le riserve non siano all’altezza. Il reparto maggiormente condizionato è l’attacco, è sotto gli occhi di tutti che manchino alternative offensive sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo».
Conservare l’ottimismo è però fondamentale e Paolo Rinaldi, presidente del Guca, invita la tifoseria a restare vicina alla squadra. «Stiamo pagando gli infortuni, sfido chiunque a giocare senza i suoi due migliori giocatori praticamente ogni giornata. Certo ci sono delle riflessioni da fare, la preparazione lascia dei dubbi. Vorrei però che tutta la tifoseria si unisse e proteggesse la squadra, le stesse vicino. Nei momenti difficili c’è bisogno di coesione. A mister Runjaic va riconosciuto di saper gestire il suo gruppo, dobbiamo dargli fiducia e provare a dare loro una mano da fuori».
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