Delneri promuove la nuova Udinese: «Da Runjaic mi aspetto la maturazione. Zaniolo e Solet fondamentali»

Il tecnico di Aquileia analizza il successo nella Friuli Venezia Giulia Cup: «Bene Vojvoda, serve un vice Davis. Per lo scudetto vedo favorita l'Inter»

Stefano Martorano

«È una buona Udinese e da Runjaic mi aspetto una maturazione sotto tutti i punti di vista perché ormai conosce bene l’ambiente ed è in sintonia con la società». Parte dal collega Gigi Delneri, il decano degli allenatori che dalla sua Aquileia ha seguito con attenzione la Friuli Venezia Giulia Cup in cui la Zebretta ha offerto la versione migliore del suo precampionato. Dal triangolare Delneri ha estratto alcune considerazioni, scorgendo buone basi tra l’atteggiamento tattico e la risposta arrivata dai singoli più chiacchierati.

Delneri, le è piaciuta l’Udinese che ha vinto il trofeo?

«Sì, specialmente nella prima partita. Nel tempo giocato con gli inglesi si è vista l’Udinese tipo, la squadra che grosso modo rivedremo in stagione, con una struttura definita e alcune novità».

Quali?

«La prima è il buon ingresso di Vojvoda, l’esterno che ha bene impattato. È entrato subito in sintonia e credo sia stato un bell’acquisto anche perché a Como era abituato a lavorare in una certa maniera, e si vede. La seconda considerazione è che Ekkelenkamp non è Atta, e qualcosa in termini di dribbling e personalità palla al piede la squadra la può perdere senza il francese. Tuttavia, l’olandese garantisce corsa e presenza e contribuisce al lavoro senza palla nei ripiegamenti difensivi».

Quale aspetto invece non l’è piaciuto?

«Qualche pericolo di troppo è stato corso sulle fasce, specie a sinistra».

Solet ha ricordato a tutti di essere il vero big della linea arretrata...

«Vero, e poi colpisce per la capacità di palleggio con le sue uscite dalla difesa palla al piede. Va detto che con Solet l’Udinese ha un’uscita diversa a sinistra nella costruzione del gioco, e a questo punto c'è da sperare che il mercato non se lo porti altrove».

Chi sacrificherebbe tra lui e Kristensen?

«Nessuno dei due, ma se devo scegliere dico il danese perché la sua mancanza potrebbe essere sopperita meglio, rispetto alla qualità che porta Solet».

Il grande atteso di serata ha mantenuto le aspettative, e parliamo di Nicolò Zaniolo...

«Ha i colpi e la forma arriverà col tempo. Diciamo che da lui quest’anno bisogna aspettarsi un miglioramento sul piano della continuità perché ha struttura e vedo che sa anche sacrificarsi. Ha fatto capire di essere importante e ha dato la svolta chiudendo la querelle del contratto con una buona prestazione, ma adesso dovrà ripetersi. Lui ed Ekkelekamp saranno i riferimenti in avanti con Davis».

A proposito, Runjaic è partito dal 3-4-2-1...

«Che può trasformarsi in un 5-4-1 con Zaniolo un po’ più basso. I due trequartisti aiuteranno ma in sostanza non cambierà l’idea difensiva di usare i cinque dietro. Col Barcellona, ad esempio, si è difeso basso scegliendo di dare spazio e di ripartire, mentre col Nottingham la linea è stata tenuta più alta».

Delneri, questa Udinese avrebbe necessità di un vice Davis?

«Direi di sì, anche perché abbiamo visto che Buksa non è l’inglese».

Miller in mediana ha convinto contro il Barcellona?

«Mi è piaciuto, è un ragazzo di sicura prospettiva».

Cosa aspettarsi da Runjaic quest’anno?

«Una maturazione in tutti i sensi, anche perché non sono molti a essere rimasti tre anni all’Udinese. Conosce l’ambiente, è in sintonia con la società e quindi ha tutto per fare bene, anche per portare qualche evoluzione tattica, una variazione che permetta di esaltare i giocatori».

Delneri, è ancora prestissimo, ma per la lotta scudetto c’è già qualche candidata? «La Juve è in costruzione e deve assemblare e il Milan è un cantiere aperto, quindi l'Inter al momento è quella che ha basi più importanti e anche mentalmente è più avanti».

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