Terremoto, Gemona dona il Tallero a Lignano - Foto

LIGNANO. Una messa concelebrata dal vescovo emerito di Udine, mons. Pietro Brollo, e dal parroco don Angelo Fabris, ha fatto memoria nel Duomo di Lignano Sabbiadoro del terremoto del Friuli nel 1976, e della solidarietà della località balneare, che dal settembre di quell'anno ospitò oltre 30.000 persone sfollate dalle zone colpite dal sisma.
Presenti autorità civili e militari, rappresentanze della Protezione Civile, i Gruppi Alpini, la Croce Rossa e tutti i Volontari, in prima fila il primo cittadino di Gemona, Paolo Urbani, che ha fatto dono del Tallero alla città di Lignano, dopo la celebrazione eucaristica.
«Poiché il tallero rappresenta la “gemonesità” per eccellenza - ha detto Urbani - d'ora in avanti tutta la comunità lignanese potrà dire con orgoglio e fierezza «anche io sono di Gemona».
Per il sindaco di Lignano, Luca Fanotto, il Tallero è «un segno di profonda di apertura e gratitudine verso questa città, che quarant'anni fa ha ospitato una larghissima parte della comunità gemonese rimasta senza tetto.
È un atto di grande valore e sensibilità da parte del primo cittadino di Gemona e di tutta la sua amministrazione, l'aver riconosciuto il ruolo della nostra città, che ieri come oggi - ha concluso - si conferma aperta e ospitale».
Alla celebrazione hanno preso parte delegazioni di sindaci e di amministratori, tra cui per la Provincia di Udine l'assessore Carlo Teghil e per la Regione il presidente del Consiglio, Franco Iacop.
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