Una messa per non dimenticare: attese cinquemila persone a Gemona per la celebrazione con il cardinale Zuppi

Un’iniziativa nata per ricordare le vittime del sisma e chi si adoperò alacremente per la ricostruzione.  Alle 16 la messa: con lui diciannove presuli e 200 sacerdoti. Bus navetta, corriere e treni speciali per raggiungere l’area della caserma Goi-Pantanali

Christian Seu

Commemorare chi perse la vita (furono 990 le vittime), pregare per chi sopravvisse alla furia distruttrice del sisma e oggi non c’è più (2.500 feriti, 60 mila sfollati), ricordare quel miracolo laico che fu la ricostruzione, divenuta – fuor di retorica – modello da replicare, capace di gettare le basi per la Protezione civile come la conosciamo oggi.

Le oltre 5 mila persone che oggi pomeriggio, domenica 3 maggio, si ritroveranno alla caserma Goi-Pantanali di Gemona celebreranno tutto questo in un uno dei luoghi simbolo del terremoto che cinquant’anni fa piegò, senza spezzare, il Friuli. Un momento di preghiera e riflessione, ma anche di unità di un popolo e di chi allora lo aiutò a risollevarsi.

Arriveranno da tutta Italia anche i rappresentanti dei comuni che allora si gemellarono con Gemona, dopo aver dato una mano a scavare tra le macerie, a ricostruire, a ospitare chi non aveva più nulla. A guidare la liturgia, che inizierà alle 16, sarà il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana.

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Il senso dell’evento

Il Friuli, in quella tragedia senza precedenti, scoprì la forza della solidarietà, si sentì come mai prima comunità. E allora l’appuntamento di oggi servirà soprattutto a questo, a condividere quei valori, quelle sensazioni, a ricordare con quale forza il nostro territorio seppe rialzarsi. Se il Consiglio regionale straordinario di mercoledì con il presidente Mattarella e la premier Meloni rappresenterà il momento istituzionale più alto, quello di oggi sarà un evento di popolo, di partecipazione, di condivisione.

La celebrazione

Duecento sacerdoti concelebreranno con monsignor Zuppi, che avrà al suo fianco anche diciannove vescovi: il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo emerito di Firenze, ma anche due presuli provenienti da Lubiana (monsignor Zore) e Gurk-Klagenfurt (monsignor Marketz).

A Gemona ci saranno anche i vescovi Erio Castellucci (Carpi), Ovidio Vezzoli (Fidenza), Stefano Manetti (Fiesole), Enrico Solmi (Parma) e il vescovo eletto di Faenza, Michele Morandi. Naturalmente ampia la partecipazione dei vescovi nordestini, guidati idealmente dal patriarca di Venezia Francesco Moraglia. Concelebreranno anche l’amministratore apostolico di Gorizia Redaelli, i vescovi di Concordia-Pordenone e Trieste, Pellegrini e Trevisi, Tisi (Trento), Tomasi (Treviso), Brugnotto (Vicenza) e Battocchio (Vittorio Veneto). A fare gli onori di casa l’arcivescovo di Udine, Riccardo Lamba, e l’arcivescovo emerito, Andrea Bruno Mazzocato. La liturgia sarà accompagnata da un coro di duecento elementi, con un’orchestra di trenta strumentisti, che hanno preparato anche canti in friulano, a partire dall’Alleluja che aprirà la celebrazione.

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Maxi palco, schermi e sicurezza

Significativo anche il luogo scelto per la celebrazione. La caserma Goi-Pantanali è uno dei luoghi simbolo del terremoto del ’76: il 6 maggio di cinquant’anni fa qui persero la vita 29 alpini del Battaglione Gemona. L’area militare è stata concessa in gestione alla Protezione civile regionale, grazie all’interessamento della Regione, che si è spesa in prima battuta per organizzare gli eventi di commemorazione dell’Orcolat. Imponente l’allestimento, che ha comportato un impegno senza sosta da parte degli addetti che si sono avvicendati in queste settimane: è stato installato un palco di decine di metri quadri, dove nelle scorse ore è stato montato anche l’altare, fulcro della celebrazione.

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E poi giganteschi maxischermi, che consentiranno anche a chi è più distante dal palco di partecipare pienamente alla liturgia. Sono 6 mila i posti ricavati in platea, a cui si aggiungono 2.400 posti ricavati su due tribune.Infine, 2 mila posti in piedi. Potrà partecipare anche chi non si è registrato attraverso i canali indicati dalla Diocesi nei giorni scorsi, semplicemente presentandosi ai varchi d’accesso. Di rilievo anche il dispositivo di sicurezza approntato per l’occasione da Prefettura e Questura, con gli aspetti legati alla gestione di eventuali emergenze sanitarie affidati alla struttura operativa regionale competente (Sores).

Parcheggi, bus e treni

Sconsigliato avventurarsi in auto nella zona della caserma. L’organizzazione ha messo a punto un sistema di bus navetta dal parco del Rivellino di Osoppo, con il parcheggio aperto dalle 11 alle 20 e lo shuttle che farà la spola con la Goi-Pantanali: è consigliata la prenotazione su www.parkforfun.com. Potenziati anche i treni (la stazione ferroviaria è a mezzo chilometro dalla caserma) e sono previsti bus organizzati dall’Arcidiocesi (otto in tutto) per garantire la partecipazione dei fedeli provenienti dalle aree meno servite dai mezzi di linea. —

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