Il castello di Colloredo si svela: ecco come è stato ricostruito

Una novantina di persone ha partecipato alle visite guidate nel cantiere. La conclusione del primo lotto nella primavera del 2018, ricollocata la prima copertura
Colloredi di MA 22 Maggio 2016 castello e mostra fotografica Copyright Petrussi Foto Strizzolo Gianni
Colloredi di MA 22 Maggio 2016 castello e mostra fotografica Copyright Petrussi Foto Strizzolo Gianni

COLLOREDO DI MONTE ALBANO. È stato un successo il primo appuntamento della rassegna “Castelli e terremoto. 1976-2016” organizzata dalla Soprintendenza belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e dal Consorzio per la salvaguardia dei castelli storici del Friuli Venezia Giulia, con la partecipazione dell’assessorato regionale infrastrutture e territorio, che ha visto il primo appuntamento al castello di Colloredo di Monte Albano. Quaranta minuti di visita graditi dai visitatori, 90 in tutto, che hanno risposto con entusiasmo e interesse.

Questo quanto si poteva scorgere sul volto delle persone che ieri hanno avuto l’occasione di visitare il cantiere del castello di Colloredo.

A guidarli nel tour c’era fra gli altri Leonardo Ligresti Tenerelli, presidente dell’Associazione Eleonora Colloredo Mels, che raggruppa i proprietari privati della fortificazione, il quale ha affascinato i presenti con storie e aneddoti in merito all’antica e importante famiglia e alle vicende vissute all’interno delle mura.

Nel frattempo il cantiere prosegue come da calendario: la previsione per la conclusione del primo lotto è stata anticipata per la primavera del 2018 mentre già questa estate si darà il via all’apertura della seconda parte dei lavori che riguarderanno il Mastio, dopo aver ultimato le analisi del terreno necessarie per avviare il cantiere. Dopo quarant’anni, infine, è stata anche ricollocata la prima copertura, quella a protezione dell’ala Est.

Tra i visitatori, che si sono alternati lungo i sei turni di visita, persone di ogni età, famiglie, bambini, architetti e appassionati di castelli antichi e fortificazioni spinti dalla curiosità e dall’interesse di riscoprire uno dei simboli del Friuli.

«È stato emozionante passeggiare all’interno del cantiere perché, a quarant’anni dal sisma, ho avuto nuovamente davanti agli occhi la distruzione e il senso di impotenza vissuta nel ’76 - ha commentato Mariarosa Revelant –. Allo stesso tempo però la ricostruzione mi riempie di fiducia così come l’idea che il castello possa risorgere dalle sue ceneri e ritornare ad essere uno dei simboli del Friuli, la riprova della tenacia e della volontà dei friulani».

«Mi sono sempre interessato di edifici storici e di come si viveva un tempo dentro queste strutture – ha commentato Bruno Pustetto, che ha partecipato al primo tour guidato. – Mi ricordo il castello prima del sisma e mi sembra che il restauro sia stato veramente ben fatto»

«Sono molto contento ed emozionato perché ho avuto modo di frequentare negli anni ’70 la fortificazione in occasione della costituzione della Comunità collinare - ha commentato Enrico Bulfone –. La ristrutturazione a mio parere sta venendo molto bene e faccio i complimenti allo staff che sta lavorando al progetto anche per il recupero, laddove possibile, dei materiali originali. Ci vorrà ancora del tempo perché tutta l’opera sia conclusa, ma quando avverrà sarà restituito ai friulani e alle nuove generazioni un vero gioiello, il suggello dell’opera di ricostruzione del terremoto.

Con la partecipazione pubblica e privata il castello saprà tornare al suo antico splendore e ritrovare il suo ruolo centrale nel panorama culturale friulano».

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