Il 6 maggio raccontato dal Sello: i ricordi in un libro e in un dvd

UDINE. Hanno intrecciato i fili dei ricordi di quegli studenti e quei docenti che, quarant’anni fa, sedevano sui banchi e sulle cattedre dell’istituto che oggi frequentano. Attraverso le immagini e le testimonianze hanno costruito la trama di un racconto divenuto un libro e un dvd.
«L’esperienza del terremoto in Friuli» è il titolo del progetto, sostenuto dalla Fondazione Crup, che ha permesso agli allievi del liceo artistico Sello di ripensare alla storia di un istituto e guardare, con gli occhi del presente, al passato, in particolare alla tragedia che colpì il Friuli 40 anni fa.
Nei giorni immediatamente successivi al 6 maggio del 1976, infatti, il Sello – contrariamente alle indicazioni del Provveditorato degli studi, il collegio docenti decise di non chiudere la scuola – fu in prima linea nella ricostruzione: ragazzi e insegnanti a poche ore dal sisma si precipitarono sui luoghi della distruzione per documentare il più possibile il patrimonio della regione e non perdere le tracce di quella storia.
Scattarono settemila immagini in bianco e nero, oggi conservate negli archivi dell’istituto di piazza Primo Maggio per “fermare” le memorie del prima necessarie alle ricostruzioni del dopo che presto saranno consegnate alla Fototeca del Comune.
«Arrivavamo prima delle ruspe, scattavamo e poi i mezzi procedevano alla demolizione – sono alcuni dei racconti del video, realizzato dagli studenti delle 4ª e 5ª delle sezioni di grafica e audiovisivi e presentato ieri all’auditorium dello Zanon –. Faceva caldo, le macchine fotografiche pesavano sul collo, ma il sentirci parte attiva di quella ricostruzione cancellava il resto».
Non solo scatti e catalogazione dei materiali, perché da metà maggio quella scuola si trasformò in una vera e propria fabbrica: segnaletica d’emergenza, indicazioni per le tendopoli, segnali stradali. Tutto realizzato in tempi brevissimi, come prime ancore di salvezza nello smarrimento totale.
Dalle opere ospitate nella chiesa di San Francesco, divenuta – prima dei restauri – un “magazzino” per i tesori salvati dall’Orcolat, al minuzioso lavoro di ricognizione e memoria storica, tutto è raccontato nel video realizzato dai ragazzi che, con sensibilità e professionalità, hanno saputo guardare a una tragedia.
Accanto all’assessore alla Cultura Federico Pirone e al docente Giorgio Dri, è stata la dirigente del Sello Rossella Rizzatto a sottolineare come quell’esperienza diede vita a un fecondo rapporto tra scuola e territorio, «svuotando docenti e studenti dei loro ruoli in virtù di un obiettivo comune, condividendo valori e quel senso di comunità».
Nel pomeriggio, inaugurata, al Sello, la mostra fotografica sul terremoto, rimarrà visitabile per una ventina di giorni.
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