Giro d’Italia, il Friuli si prepara alla Gemona-Piancavallo: «Un momento simbolico a 50 anni dal sisma»
Vertice a Palazzo Belgrado tra Protezione Civile e sindaci. Squadre al lavoro per asfaltature e presidi: volontari pronti entro il 20 aprile

La ventesima tappa del Giro d’Italia 2026, la Gemona-Piancavallo («non una come tante, ma un momento altamente simbolico», citando l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi), chiama all’azione i Comuni coinvolti e le forze del volontariato, pronte a garantire il proprio fondamentale supporto in giornate che uniranno lo spettacolare evento sportivo al ricordo del dramma del terremoto del 1976.
Un primo punto della situazione, con le indicazioni operative iniziali, è stato tracciato nel salone di palazzo Belgrado, a Udine, sede di un incontro fra i vertici della Protezione civile regionale, i volontari, appunto, e i sindaci delle tante municipalità che saranno toccate dalla Corsa rosa in tre momenti, fra la prova maschile (in calendario per sabato 30 maggio) e le due femminili, previste per il 31 maggio e il primo giugno e destinate, rispettivamente, a lambire la provincia di Pordenone e ad attraversare quella di Udine.
«Quella del 30 maggio – ha ricordato Paolo Urbani, project manager delle tappe friulane del Giro – sarà la penultima sfida, quella decisiva. Gli occhi del mondo saranno puntati sul Friuli, come al tempo del Lussari: mettiamocela tutta per fare bella figura. L’itinerario, 200 km con oltre 3 mila metri di dislivello, è frutto di un lavoro partito da lontano, già nel 2024, quando si svolse il primo sopralluogo alla caserma Goi Pantanali di Gemona, dove è programmato lo start; i campioni attraverseranno la città, sfilando davanti al cimitero monumentale per ricordare tutte le vittime del sisma, per proseguire successivamente lungo un tracciato che coinvolgerà varie municipalità della zona.
Ci saranno un traguardo volante a Forgaria, un Gran Premio Montagna a Clauzetto, altri due sul Piancavallo, che rappresenta una prima assoluta: si salirà da Aviano e si scenderà per Barcis».
I 13 Km di salita per Piancavallo, uno dei punti più sensibili, saranno presidiati dalla Motostaffetta friulana, la discesa dal Soccorso alpino.
Il Giro maschile sarà preceduto da quello con le bici elettriche, che prenderà il via da San Daniele e toccherà Ragogna, Pinzano e Sequals, per poi raggiungere Travesio e ricollegarsi così all’itinerario della Corsa rosa.
«Piancavallo – ha informato sempre Urbani – potrà contare sulla presenza di un centinaio di alpini, grazie alla collaborazione della Brigata Julia».
Ora ci si dovrà attivare per la pulizia delle strade e per i necessari lavori di asfaltatura, già finanziati dalla Regione; lungo il percorso è previsto il posizionamento di una serie di striscioni – prodotti da Promoturismo – con la scritta “Il Friuli ringrazia e non dimentica”. Ai Comuni – ha informato il direttore generale della Protezione civile, Amedeo Aristei – viene chiesto di «individuare gli incroci e le zone da presidiare, definendo il numero dei volontari necessari, che andrà comunicato entro il 20 aprile». «Questa – ha commentato in chiusura del meeting, osservando la sala gremita, l’assessore Riccardi – è una delle belle facce della nostra terra: tutti uniti per un obiettivo condiviso. Si tratta di una grande sfida per la nostra regione, soprattutto per la sovrapposizione con il ricordo del 50° del terremoto: dobbiamo essere all’altezza di Enzo Cainero. La Regione, certamente, garantirà tutte le risorse necessarie».
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