"Storie di ricostruzione": Bluenergy raccoglie i ricordi del Friuli per il 50° del sisma

Al via l'iniziativa per trasformare foto, lettere e racconti privati in un patrimonio condiviso. I contributi potranno essere donati al museo Tiere Motus per custodire l'eredità della rinascita del 1976. L’AD Alberta Gervasio: «Diamo voce all'identità di una comunità che ha saputo ripartire»

Ecco il testo con l'applicazione dei neretti sulle parole chiave, le scadenze, i nomi propri e i dettagli del progetto, mantenendo l'integrità assoluta del contenuto originale e senza l'aggiunta di titoletti:

In vista del 50º anniversario del terremoto in Friuli del 1976, Bluenergy promuove “Storie di ricostruzione”, un progetto speciale dedicato alla memoria collettiva e al racconto della rinascita del territorio. Un’iniziativa che nasce dal forte legame dell’azienda con il Friuli Venezia Giulia e che vuole dare voce a chi ha vissuto, attraversato o ereditato quella stagione di dolore e ricostruzione, trasformandola in un patrimonio condiviso di storie, immagini ed esperienze. Un invito aperto a tutta la comunità.

Fino al 24 aprile, cittadini, clienti, dipendenti e chiunque abbia un ricordo legato a quel periodo potranno partecipare inviando il proprio contributo attraverso la piattaforma dedicata www.letuestorie.com, raggiungibile anche dal sito Bluenergy. Sono ammessi diversi tipi di formati – fotografie, video, lettere, racconti, disegni e altre testimonianze – con l’obiettivo di raccogliere uno spaccato autentico e personale della ricostruzione friulana. La partecipazione è libera e gratuita e non prevede premi: si tratta infatti di un’iniziativa a carattere culturale e commemorativo.

A rafforzare il valore culturale dell’iniziativa, tutti i contenuti potranno essere donati, previa autorizzazione, all’associazione e museo Tiere Motus, impegnata da anni nella conservazione della memoria storica del terremoto del Friuli e nella valorizzazione delle testimonianze delle comunità coinvolte. “Storie di ricostruzione” si configura così come un progetto che unisce passato e presente, contribuendo a tramandare alle nuove generazioni il significato profondo di resilienza, solidarietà e capacità di rinascita che ha caratterizzato il Friuli dopo il 1976.

Grazie alla sua natura aperta e inclusiva, il progetto si rivolge non solo al pubblico locale e regionale, ma anche a tutti coloro che, pur vivendo oggi altrove, conservano un legame con il territorio e con quella pagina di storia. «Storie di ricostruzione – dichiara Alberta Gervasio, amministratore delegato di Bluenergy Group – nasce dalla volontà di restituire valore a un’eredità che appartiene a tutto il territorio e che oggi può diventare un patrimonio condiviso. Sentiamo la responsabilità di contribuire a custodire e tramandare queste storie, non solo come memoria del passato, ma come esempio concreto di resilienza, coesione e capacità di ripartire. Con questa iniziativa vogliamo dare spazio alle persone, alle loro voci e ai loro ricordi, perché è proprio da lì che prende forma l’identità di una comunità».

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