Giuseppina Lazzaro: «Nessuno tocchi il mio giornale prima di me, è il cuore dell'Osteria Al Curtif»
Tra il tifo per l'Udinese e i ricordi di una vita a Cordenons, l'anima dello storico locale racconta il suo rito mattutino e le pagine conservate come tesori per gli 80 anni del Messaggero Veneto

«Il Messaggero Veneto? Lo leggo da sempre, da quando è nato, si può dire!». Giuseppina Lazzaro tiene in mano la copia del giornale e avverte: «Nessuno deve leggere il giornale prima di me – osserva divertita –. Devo leggerlo tutto prima che altri lo possano prendere». La sua giornata comincia con il quotidiano tra le mani. La mattina, tra le 7.30 e le 8, attraversa la strada, scende all’edicola e acquista la copia. Poi torna all’Osteria Al Curtif, a Cordenons, il luogo dove ha trascorso la sua vita e dove ancora oggi è l’anima del locale. «È un momento tutto per me: giornale e colazione, quando l’osteria è ancora chiusa – racconta –. È il momento più tranquillo della giornata. E se non finisco di leggerlo tutto me lo porto di sopra, in casa, e lo finisco con calma».
Tra tutte le pagine, quelle sportive hanno un posto speciale. «Soprattutto il lunedì – spiega – vado subito alle pagine sportive. Sono tifosa dell’Udinese e della Fiorentina. Inoltre, mio nipote gioca con il Pordenone e quindi leggo le imprese sportive della squadra della città».
La passione per il giornale non si interrompe nemmeno durante le vacanze. «Lo chiedo dappertutto – racconta –. Quando faccio le terme a Bibione, a Forni di Sopra, a Tarvisio o quando andavo a Cortina, mi rivolgo alle edicole della zona e chiedo che mi facciano arrivare il Messaggero Veneto di Pordenone». Alcuni episodi le sono rimasti impressi. «Ricordo ancora a Tarvisio: l’edicola era proprio di fronte all’albergo dove soggiornavo e mi facevano trovare la mia copia già pronta sul tavolo della colazione».
Oltre allo sport, Giuseppina legge con piacere le pagine della cronaca locale, soprattutto quelle dedicate a Pordenone e Cordenons. Durante la giornata, poi, le notizie diventano argomento di conversazione. «Commento quello che leggo con mia nuora Michela – racconta –. Parliamo delle notizie, di quello che succede in città o delle partite. Il giornale serve anche a questo».
Alcune copie, però, non vengono buttate. Giuseppina le conserva. «Ho ancora il giornale con l’articolo scritto per la morte di mio marito Onorio – spiega –. E poi quello con la morte di Berlusconi, la morte del Papa, il Covid». Sono pagine che raccontano momenti importanti, personali e collettivi. —
l.v.
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