Dietro le quinte del giornale e il ricordo del Terremoto: il programma del Mv 80 Day a Lignano Pineta
Appuntamento aperto a tutti il prossimo 19 agosto con la riunione dei giornalisti alle 11, la presentazione del libro alle 18.30 e la pièce teatrale con la poesia di Borges inviata al direttore

Il programma, per il Mv 80 day che si terrà al PalaPineta il prossimo 19 agosto è ormai definito. L’iniziativa nasce nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni dalla prima pubblicazione del Messaggero Veneto e questa volta, dopo i festeggiamenti che si sono tenuti a Udine, un’intera giornata sarà dedicata al Messaggero Veneto a Lignano Pineta con tanti eventi aperti al pubblico.
«Continuano le celebrazioni per gli 80 anni del nostro quotidiano» spiega il condirettore Paolo Mosanghini «e siamo felici di riuscire ad essere presenti una giornata intera a Lignano, la località turistica più importante del Friuli, una città che ha un forte legame con il nostro giornale. Incontreremo i lettori e sarà un modo per illustrare le nostre iniziative. Dopo Lignano, l’11 settembre Mv 80 sarà a Pordenone con un evento a teatro».
La riunione
Al mattino i lettori, e non solo, saranno ospiti della redazione del Messaggero Veneto, che eccezionalmente terrà la riunione quotidiana alle 11 proprio al PalaPineta, aperta al pubblico. Durante la riunione verranno discussi i temi del giorno, rivelando quindi ai presenti in anteprima quello che troveranno nelle pagine il giorno successivo e verrà anche illustrato come viene confezionato il giornale. Non va dimenticato che in questo periodo il PalaPineta, grazie alla Società Lignano Pineta, sta ospitando anche la mostra Testimoni del tempo- Il Messaggero Veneto: ottant’anni di Friuli tra cronaca, cultura e comunità, realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Leali delle notizie Aps presieduta da Luca Perrino.
Un lavoro che si può apprezzare in loco, ma anche approfondire esplorando la sezione accessibile grazie ai Qr Code, brillantemente eseguito dai curatori Roberto Chiarini ed Elena Pala. In una città turistica come Lignano, la mostra prevede anche una versione realizzata in lingua inglese, oltre a una lingua grafica dei segni che rende accessibile a tutti le tavole proposte.
Il libro e lo spettacolo
La presenza dei giornalisti offrirà quindi un’occasione ancora più preziosa a tutti di compiere una visita arricchita da aneddoti di chi all’interno del giornale ci lavora e ha incontrato alcuni dei direttori che lo hanno guidato in questi 80 anni. Nel pomeriggio, alle 18.30, sempre al PalaPineta, verrà presentato il libro 50 anni di Terremoto. Le scosse che hanno trasformato il Friuli. Per l’occasione arriveranno nella località balneare friulana il professor Giuseppe Mariuz, giornalista e scrittore, Guglielmo Berlasso che è stato dirigente del servizio tecnico, di pianificazione e controllo della Protezione Civile dal 1994 al 1999, il giornalista Giuseppe Ragogna, la coordinatrice editoriale dell’opera, Giusi Vianello e Angelo Pastrello, titolare della casa editrice Editoriale Programma, che ha pubblicato l’opera.
«Abbiamo raccolto 29 interventi di persone che hanno vissuto l’esperienza ricoprendo diversi ruoli» rivela l’editore «questo ci ha permesso di affrontare l’argomento in modo originale, proponendo voci anche divergenti per narrare un evento». La serata proseguirà ancora incentrata sulla memoria con lo spettacolo, alle 21, initolato Catastrofico terremoto in Friuli con Valerio Marchi.
Sarà in scena con la figlia Michela, che condivide con lui l’esperienza legata al racconto di un evento che, avendo 22 anni, non ha vissuto ma che si è sentita raccontare dal padre. Con loro anche il fisarmonicista Paolo Forte, che offrirà un accompagnamento musicale che saprà diventare contrappunto o supporto alla narrazione.
«Presentiamo uno spettacolo» rivela Marchi «che condivide il titolo con la pagina del Messaggero Veneto del giorno successivo all’evento, e che ha come sottotitolo La prima e le altre scosse nel racconto del Messaggero Veneto, il titolo di un libretto di Vittorino Meloni che raccoglieva i suoi editoriali uscito nel 1989. È questa la particolarità di questo progetto, l’angolo utilizzato per la narrazione, ovvero quello del quotidiano». Marchi, che il terremoto lo ha vissuto nell’estate del passaggio da quindicenne a sedicenne a Tolmezzo, ha iniziato a condividere la sua esperienza con la figlia e poi anche con tanti studenti che si sono appassionati a una pagina di storia che si è svolta nel loro territorio.
«Il testo che portiamo in scena nasce dalla lettura dei giornali usciti da maggio a settembre del 1976, e delle uscite del primo anniversario» spiega il professore. «Ho estratto gli episodi principali, il modo in cui il Messaggero Veneto ha seguito l’evento e i diversi approfondimenti che ha proposto con gli esperti che hanno offerto contributi scientifici oltre che alle narrazioni dei giornalisti».
Nello spettacolo ha trovato posto anche la lettura sia nella versione originale in spagnolo che nella traduzione italiana, della poesia Terremoto de Friuli che il grande scrittore argentino Jorge Luis Borges inviò all’allora direttore del Messaggero Veneto, due anni dopo il terremoto per manifestare la sua vicinanza e incoraggiare i friulani nell’opera di ricostruzione.
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