Il Mv nasce a due passi dal mare: a Lignano la riunione di redazione aperta ai lettori
Al PalaPineta i cittadini hanno potuto scambiare impressioni e segnalazioni con alcune delle firme del quotidiano. «C’è sempre stato feeling tra il giornale e questa città»

Un giornale è figlio dalla sua comunità. E allora, il Messaggero Veneto non poteva che trasferirsi per un giorno nel luogo dove buona parte della sua comunità, quella friulana, trascorre questi giorni di vacanze post ferragostane. Nella mattinata del 19 agosto, infatti, al PalaPineta di Lignano (dove fino al 13 settembre è presente una mostra dedicata agli 80 anni del giornale) è andata in scena la riunione di redazione del Messaggero Veneto.
Lettori e curiosi hanno potuto incontrare le firme del quotidiano e assistere in prima persona alla nascita dello stesso, dalle notizie del giorno alla costruzione delle pagine e alla definizione delle priorità, fino agli spunti da sviluppare nelle ore o nei giorni successivi. A tutti è stato consegnato un “timone” per poter seguire su un foglio di carta l’articolazione delle pagine e delle pubblicità presenti sul giornale.

Ad aprire la riunione è stato Paolo Mosanghini,condirettore del Messaggero Veneto, che dopo aver ringraziato i presenti e presentato i giornalisti, ha spiegato da un lato l’importanza di una riunione di redazione all’esterno, considerata un momento chiave di dialogo con i lettori, per raccogliere considerazioni, proposte o eventuali critiche, dall’altro il funzionamento del Gruppo Nem (che edita questo giornale), ponendo in particolare l’accento sugli eventi «che quest’anno sono già stati più di cento in tutto il Triveneto». A fare gli onori di casa è stato Giorgio Ardito, presidente della società Lignano Pineta, che ha sottolineato «come si un bene che ci sia tanta attenzione verso Lignano e il feeling che c’è sempre stato tra la località e il Messaggero Veneto».
Poi si è entrati nella vera e propria “cucina” del giornale. L’introduzione degli argomenti di giornata è stata affidata ad Anna Buttazzoni dell’Ufficio Centrale, che ha spiegato come si articola la riunione e le “trattative” tra i vari capi settore per il numero di pagine e di pubblicità a disposizione di ciascuno.
La redazione ha mostrato il sito web del giornale, con gli articoli più visti del giorno (il dramma degli incendi in Carnia è ancora tra gli argomenti più letti dagli utenti), il numero di visitatori e i dispositivi da cui viene visitato il sito (soprattutto durante i mesi estivi la maggior parte dei clic arriva dagli smartphone).

Dopo questa panoramica, si è entrati nel dettaglio delle notizie: Luana de Francisco ha presentato il programma della cronaca di Udine, Alessandra Ceschia quello della provincia e Christian Seu quello delle pagine di Regione e attualità. In collegamento, Laura Pigani ha fatto lo stesso per lo sfoglio della Cultura e Enri Lisetto per la cronaca e la provincia di Pordenone. A chiudere il “giro” è stato Antonio Bacci, che, reduce dalla riunione con gli altri giornali del Gruppo, ha informato degli spunti emersi dopo il confronto con le altre testate per le pagine davanti del giornale.
Ma per i presenti è stata soprattutto l’occasione per fare un passo in più. Rappresentare ai cronisti segnalazioni, proposte curiosità sulla vita cittadina. Tra i primi a prendere la parola, Feruccio Camilotti ha rappresentato il problema che ha chi autoproduce energia con i pannelli solari, e della difficoltà di conservare l’energia prodotta e non consumata, parlando di un «problema generalizzato» per diversi cittadini.
«A me piacerebbe sapere - è intervenuto Ardito - a che punto siamo con i lavori della pista ciclabile Trieste Venezia, realizzata con i fondi del Pnrr».
Nel pubblico c’era anche Clemente Borando, già cronista del Messaggero Veneto, che ha ricordato come il giornale sia sempre stato e rimanga «il cuore del territorio», e i tempi «In cui a Lignano il giornale aveva una redazione estiva».
Proprio parlando del rapporto tra il giornale e la città di Lignano, a chiudere l’incontro si è parlato di curiosità di colore. Sempre dal pubblico, infatti, Norma Beltramini ha raccontato di come «ci sia gente a Lignano che non frequenta più determinati bar perché non vi trova più il Messaggero Veneto».
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