TopGanna è tornato: Pogacar mostruoso e battuto

Il fuoriclasse della Ineos supera la maglia rosa: ma che trepidazione. E a dargli manforte, prima dell’arrivo dello sloveno, arriva anche l’amico Milan

Antonio Simeoli

DESENZANO. Per venti minuti è rimasto impietrito davanti allo schermo. Lui lì all’arrivo, da un pezzo, dopo aver coccolato il suo cane Mia, nella postazione riservata al corridore che nella crono ha il miglior tempo, l’altro, Re Taddeo, impegnato nei 31 km da Castiglione delle Stiviere. Partito come un caccia. Poi, pian piano, Filippo Ganna si è sciolto e ha buttato alle spalle la sconfitta di Perugia, proprio contro Tadej Pogacar. Proprio contro il tempo, il suo pane.

Filippo Ganna col il suo cane Mia
Filippo Ganna col il suo cane Mia

Ha vinto Ganna. Ha rivinto dopo 256 giorni. Per battere la maglia rosa, mostruosa anche ieri, capace di contendere il successo sul terreno del primatista dell’ora, che contro la sveglia, come dicono i francesi, ha dovuto superarsi correndo a 53.4 km/h di media, spiengendo un 64-13 o 14 con il solito mix di potenza e classe.
Quando l’indemoniato Taddeo stava arrivando al secondo intermedio, dopo che nei primi due (all’ottavo e al 23° km) era stato davanti o di poco dietro al corridore della Ineos, vicino a lui, dando vita a un siparietto bellissimo che profuma d’azzurro in vista Parigi, è comparso Jonathan Milan, arrivato in zona arrivo per indossare la maglia ciclamino alla premiazione ma che ha scelto di stare vicino al compagno (dorato) di quartetto.

Ganna Filippo (Team Ineos Grenadiers) celebrate victory with Milan Jonathan (Team Lidl - Treck) after the 14th stage of the Giro D'Italia, tour of Italy cycling race, , Individual Time Trial from Castiglione delle Stiviere to Desenzano del GardaItaly, Saturday, May 18, 2024. Sport - cycling . (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)
Ganna Filippo (Team Ineos Grenadiers) celebrate victory with Milan Jonathan (Team Lidl - Treck) after the 14th stage of the Giro D'Italia, tour of Italy cycling race, , Individual Time Trial from Castiglione delle Stiviere to Desenzano del GardaItaly, Saturday, May 18, 2024. Sport - cycling . (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

Milan ha trepidato con Pippo, poi si è congratulato con lui, se l’è abbracciato il suo compagno di quartetto. «Abbiamo scherzato - dirà Pippo – gli ho detto che lui per vincere in volata ci mette 10 secondi, io devo aspettare qui minuti interminabili...».

E mentre Pogacar, che ha volato in quei 31 km chiudendo “solo” a 29” dal due volte iridato a cronometro dando altre sberle ai rivali, si fiondava sui rulli col sorriso per le solite pedalate defaticanti, TopGanna si è commosso.
Non riusciva a parlare. Piangeva. Perchè aveva bisogno di un risultato così, lo inseguiva da tempo. Aveva bisogno di tornare a ruggire contro il tempo in attesa di un’estate azzurra che si annuncia avvincente.

Tadej Pogacar sempre più in maglia rosa
Tadej Pogacar sempre più in maglia rosa

Ganna punta forte su due obiettivi alle Olimpiadi di Parigi: la crono su strada, il primo giorno di competizione, e poi il remake del film più bello del ciclismo azzurro negli ultimi anni: l’oro olimoico del quartetto, proprio con quel Milan che l’ha accompagnato su quei carboni ardenti dell’attesa per l’esito finale del duello.
Lui e Milan, unici italiani finora ad aver vinto una tappa al Giro. Anche questo a suo modo un segno del destino, oltre che la conferma di come il presente dell’Italbici sia più che mai legato a chi è di casa nei velodromi.
«Tadej me l’ha fatta sudare, per batterlo ho dovuto superare i miei limiti – ha deto Ganna – Un mare di tifosi tifava per me, sono stati la spinta in più su tutto il percorso. Anche se la gente invece di tenere in mano il cellulare e farsi un selfie magari rischiando di farci cadere, sarebbe bello vedessero con i propori occhi la nostra fatica e il nostro sudore». Parole che devono far riflettere. Poi: «Qui per me è come una seconda casa, il velodromo di Montichiari dove mi alleno con la nazionale è a pochi chilometri».

Chiusura con Re Taddeo: «Me lo sono goduta la cronometro all’inizio con quei saliscendi, poi il percorso non mi era più favorevole e ho cercato di non strafare in attesa della tappa di Livigno, durissima. Vedremo se attaccherò». Martedì c’è il tappone di Livigno, con Mortirolo (dalla parte più tenera) Foscagno e il durissimo Mottolino nel finale. Ora l’avversario più vicino, di nuovo Geraint Thomas (Ineos). Nemmeno il binoccolo basta più: è a 3’41”.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto