Dainese è pronto: «E finalmente avrò a disposizione un treno tutto mio»
Il padovano arriva al Giro con appena 12 giorni di gare dopo l’incidente in allenamento del 9 febbraio: «Mi sento in forma»

Arriva al Giro con appena 12 giorni di gare: dopo un avvio di stagione funestato dall’incidente in allenamento del 9 febbraio, Alberto Dainese, due successi al Giro, Modena 2022 e Caorle 2023, ha corso, e vinto, al Pay de la Loire e si è rodato Romandia. In mezzo tanti allenamenti e la preparazione in altura.
Pronto per il Giro d’Italia anche con così poche corse?
«Si mi sento pronto e sono convinto che aver corso poco, in realtà, potrebbe essere pure un vantaggio per me perchè ci arriverò più fresco. Il programma iniziale in realtà prevedeva la Tirreno-Adriatico, la Sanremo e tutte le altre corse, ma l’infortunio mi ha costretto a cambiare piano. Nonostante questo mi sento in forma e sono fiducioso».
Un Giro d’Italia che presenta sei occasioni per le ruote veloci, ma all’inizio bisognerà faticare. Cosa ne pensa?
«Io nelle prime tappe ho sempre faticato, per cui dal mio punto di vista è un bene non essere chiamato subito a dover sprintare. Avrò il tempo per prendere il ritmo gara. È un Giro che mi piace, per certi versi molto vicino alla Vuelta come disegno. Semmai bisogna stare attenti perchè per le volate ci sarà grande concorrenza...»
Tanti i velocisti presenti, quali teme di più?
«Tim Merlier su tutti, con la sua squadra e il treno a disposizione sarà il punto di riferimento in volata. Poi in una corsa a tappe di tre settimane si vivono diverse situazioni e, alla fine, ciò che conta sarà avere ancora energie da spendere».
E con Jonathan Milan, altro azzurro, com'è il rapporto?
«Jonathan è un altro uomo veloce da tenere d’occhio. Quest’anno è migliorato ancora, ha un buon treno a disposizione. Non sarà facile batterlo ma se ci riuscirò vorrà dire che andò davvero forte».
C’è un più rivalità o più intesa con Milan?
«In un gruppo così internazionale comunque tra italiani è sempre bello ritrovarsi. Poi, se ci troviamo sul rettifilo d’arrivo non si guarda in faccia a nessuno. Ma credo sia giusto così».
Per lei in questa corsa rosa quale sarà il ruolo?
«Dopo anni in cui avevo diversi ruoli e mi alternavo con gli altri velocisti finalmente avrò un unico obiettivo: fare la mia volata, potendo contare su di un treno completo a mia disposizione. Questo mi dà molta serenità in più, sono concentrato, so dove voglio arrivare e la squadra mi supporta al cento per cento. Non posso chiedere nulla di più».
L’arrivo a Padova sarà il suo obiettivo principale?
«Passare sulle strade di casa durante il Giro è sempre un’emozione speciale ma bisogna arrivarci. Per questo cercherò di cogliere ogni occasione disponibile, poi se a Padova tutto andrà per il meglio sarà la ciliegina sulla torta».
La preparazione come è andata?
«In inverno avevamo lavorato a fondo in Spagna sia dal punto di vista fisico sia nei meccanismi per le volate. Dopo l’infortunio ho ripreso con diversi giorni in altura alternando due brevi corse a tappe».
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