Da Torino a Roma, tutto quello che c’è da sapere sulle tappe del Giro d’Italia

Sette punti chiave per scoprire la carovana rosa (e gli appuntamenti da non perdere qui a Nordest)

Emanuele Deste
Alcune tappe più significative della 107esima edizione del Giro d'Italia
Alcune tappe più significative della 107esima edizione del Giro d'Italia

Giro d’Italia con tante trappole e almeno sette punti chiave. Eccoli da Torino a Roma.
 

1) 2ᵅ tappa

Il primo e delicato arrivo in salita. Subito al secondo giorno di gara, cosa molto insolita. L’ascesa al Santuario di Oropa non è impossibile, 11.8 km con 6.2%, ma potrebbero essere teatro di qualche azione sfoderata da chi ha iniziato il Giro con una gran gamba. La carovana affronterà la salita di Oropa venticinque anni dopo una delle prestazioni più eclatanti di Marco Pantani: quel giorno il Pirata, colto da un problema meccanico all’inizio della salita, non va nel panico, si alza sui pedali e, km dopo km, riprende tutti gli avversari per poi involarsi verso il successo.

2) 6ᵅ tappa

Una frazione imprevedibile che può trasformarsi in un calvario. Tre settori di sterrato toscano, da Viareggio a Rapolano Terme, tra cui l’ultimo di Pievina (2.4 km) che termina a 15 km dall’arrivo. Come se non bastasse, a 5 km dal traguardo, il temuto strappo di Serre di Rapolano attenderà i corridori. Freddezza, fortuna, solidità di squadra, abilità nella guida, grande condizione, intelligenza tattica: servirà tutto ciò per uscire “vivi” da una frazione dove non sarà permessa la minima flessione, psicologica o fisica.

3) 7ᵅ tappa

Lo sterrato avrà lasciato pesanti scorie sui corridori? Lo si scoprirà nella prima cronometro individuale. 40.6 km da Foligno a Perugia, con gli iniziali 32 km completamente piatti e l’ultima parte sempre in ascesa, con la presenza della salita di Casaglia, 1300m a 6.4 km dall’arrivo al 12% con punte del 16%. Qui si faranno, in ottica classifica generale, i primi bilanci e si scopriranno i volti di chi comanderà le operazioni e di chi dovrà rimontare e inventarsi qualcosa per tornare in gioco.

4) 8ᵅ tappa

Il trittico terribile si chiuderà sabato 11 maggio con la Spoleto-Prati di Tivo. 152 km che non lasceranno respirare il gruppo tra continui saliscendi e un’ultima salita pedalabile, ma che potrebbe fare più differenza, come succede in ogni edizione, delle grandi ascese alpine.

5) 14ᵅ tappa

Dopo cinque giorni apparentemente tranquilli, sabato 18 maggio la lotta per la classifica generale prenderà ulteriori pieghe dopo lo svolgimento di una cronometro, di 31.2 km, per puri specialisti. Al termine di questa giornata qualcuno alzerà definitivamente bandiera bianca nella lotta alla maglia rosa.

6) 15ᵅ tappa

La cronometro del sabato e una tappa di alta montagna con l’arrivo sopra i 2000 m. Cinque salite, compreso il Mortirolo ma dal versante “facile” e gli ultimi due km che non vogliono saperne di scendere sotto la doppia cifra di pendenza. La Manerba del Garda-Livigno (Mottolino) di 222 km sarà una giornata chiave del Giro.

7) 20ᵅ tappa

La resa dei conti. Se il Passo del Brocon del mercoledì non avrà emanato i verdetti finali, spetterà al Monte Grappa, dal versante di Semonzo. Non una, ma due le ascese (18.1 km all’8.1% media) che i corridori dovranno affrontare. L’ultima “vera” fatica di un viaggio lungo tre settimane: sopravvivere, prendersi copertina e gloria, il Grappa è il teatro perfetto. 

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