Terremoto del Friuli, il film a Gemona cerca comparse: a Sella Sant'Agnese il set aperto per "Al di là di ieri"

Registrazione sul campo e convivio all'aperto per il progetto cinematografico di Massimo Mucchiut che racconta la comunità a cinquant'anni dal sisma del 1976.

Letizia Treppo

Ci sono storie che appartengono al passato e altre che, invece, continuano a interrogarci. Il terremoto del 1976 è una di queste. Cinquant’anni dopo, mentre il Friuli ricorda una delle pagine più dolorose e insieme più straordinarie della propria storia, a Gemona si cercano comparse per il progetto cinematografico “Al di là di ieri”. Le riprese del film partecipato, ideato e diretto da Massimo Mucchiut e prodotto da Staragara IT srl, sono state avviate già nelle scorse settimane con alcuni laboratori curati da Giulio Kirchmayr. Il progetto ha già raccolto una prima risposta importante dalla comunità: alle attività hanno partecipato una quarantina di persone.

Oggi (domenica 30 agosto), a Sella Sant’Agnese, dalle 14, sarà allestito un set cinematografico aperto. Un luogo nel quale chiunque potrà scegliere se osservare o diventare parte del film. Una grande tavolata inizierà a riempirsi lentamente: uomini e donne, bambini e anziani. Arriveranno persone, voci, piatti, musica. Si mangerà e si berrà insieme. Si parlerà. Si reciterà. Poi, per qualche minuto, il tempo cambierà ritmo. La troupe si metterà al lavoro e quella tavolata diventerà una scena corale di “Al di là di ieri”.

L’obiettivo del documentario è raccontare la Gemona di oggi a cinquant’anni dall’evento catastrofico che ha segnato la sua storia e quella del Friuli intero. All’interno dello sceneggiato creativo troveranno spazio tre generazioni. Gli anziani, testimoni diretti, gli adulti che hanno raccolto quella memoria e l’hanno trasformata in vita quotidiana e i più giovani, chiamati a immaginare quale comunità verrà dopo. Il passato sarà materia viva da mettere in relazione con il presente e con il futuro. «Il dispositivo cinema», spiega il regista, «si mette al servizio di una comunità che deve raccontarsi. L’idea è nata casualmente qualche anno fa parlando con un collaboratore, quando ci siamo resi conto che mancava poco per la ricorrenza del 1976. La cosa che ci ha colpito maggiormente durante i laboratori è stata l’efficienza, ma anche l’affluenza alle attività. Ora arriva il momento destinato ad essere particolarmente simbolico».

Il film cercherà anche di distinguere ciò che è diventato retorica da ciò che, invece, è ancora autentico, ascoltando le voci di una comunità che racconta e che ricorda. Il copione sarà scritto dai partecipanti.

«Chi vuole può restare a guardare. Chi vuole può entrare nel film», è l’invito di Mucchiut.

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