Sanità, prevenzione e Protezione civile: piani condivisi per applicare l’AI

A Villa Manin confronto tra professionisti dell’emergenza: «L’intelligenza artificiale deve essere utilizzata a vantaggio di tutti, non può rimanere un privilegio di pochi» 

Giuseppe Beltrame
Due momenti dell’iniziativa organizzata a Villa Manin di Passariano
Due momenti dell’iniziativa organizzata a Villa Manin di Passariano

«L’intelligenza artificiale deve essere utilizzata a vantaggio di tutti, non può rimanere un privilegio di pochi. Questa è una delle sfide principali a cui si trova di fronte la sanità oggi». Con queste parole, liberamente ispirate dall’enciclica di recente edizione “Magnifica humanitas” di papa Leone XIV, il coordinatore Vasco Giannotti, presidente del Forum Risk Management in Sanità, ha aperto la ricchissima mattinata di Villa Manin a Passariano.

Giovedì 11 giugno la prima giornata del terzo Laboratorio Sanità 20/30 dal titolo “L’intelligenza artificiale cambia la sanità”, che ha messo a confronto professionisti del mondo sanitario, tecnico ed emergenziale provenienti da tutta Italia. A promuovere l’iniziativa la Regione, Agenas, Laboratorio Sanità 20/30 e lo stesso Forum Risk Management. Massimiliano Fedriga, presidente della Regione, ma anche della Conferenza delle Regioni e della stessa Agenas, è intervenuto per i saluti istituzionali, poi, nel corso della mattinata è proseguito il confronto “multidisciplinare” che ha messo in relazione i temi di AI, salute e prevenzione e gestione delle emergenze, con un focus particolare sul ruolo della Protezione civile, sempre più in “dialogo” con la gestione sanitaria del territorio.

In apertura l’intervento dell’assessore alla Salute con delega alla Protezione Civile della Regione, Riccardo Riccardi: «La vera sfida non è soltanto la gestione dell'AI, ma la capacità di far dialogare competenze diverse», è andato dritto al punto l’assessore. «I piani di prevenzione non possono più essere settoriali né verticali: servono organizzazioni in grado di connettere sanità, sicurezza, protezione civile, ricerca e istituzioni per affrontare fenomeni sempre più complessi».

Poi il ricordo dell’intervento emergenziale per eccellenza nel nostro territorio nel post-sisma con il ringraziamento al lavoro “illuminato” di Giuseppe Zamberletti, «al cui fianco ho avuto l’onore di lavorare». Poco dopo Fabio Ciciliano, capo Dipartimento della Protezione Civile, ha sottolineato come «la possibilità di avere dati accelerati dai processi di intelligenza artificiale consentono enormi passi in avanti in tema di prevenzione. Da un precedente approccio “di reazione” a un dato che si rilevava, oggi si passa a un approccio co-attivo: si cerca di prevedere e anticipare l’emergenza».

Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), in un video-messaggio ha ricordato come «la vera sfida sia costruire una sanità capace di governare l’intelligenza artificiale, che non deve essere vista come una scorciatoia per sostituire il giudizio clinico. La cura deve essere sempre una relazione tra persone».

Francesco Mennini, direttore del Dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici e del farmaco del Ministero della Salute, ha puntato l'attenzione sull’educazione: «Affinché questo strumento sia efficace, si deve garantire una formazione di tutti i professionisti sanitari sul tema».

A seguire Domenico Mantoan, presidente del Comitato scientifico Forum Risk management in Sanità, ha invece elogiato la capacità predittiva dell’Italia, «primo Paese a normare l’intelligenza artificiale». Poi ha rincarato la dose: «In Italia lo Stato ha definito chi è il soggetto che coordina, sviluppa e monitora il mondo della sanità digitale, compresa l’AI: l’Agenas, di cui Fedriga è presidente. Quindi l’architettura giuridico-strutturale che permette di governare l’Ia esiste già».

Andrea Piccioli, direttore generale dell’Iss, si è interrogato invece sul ruolo delle istituzioni pubbliche nel prossimo futuro dal punto di vista etico: «Cosa faremo quando la risposta sarà generata direttamente dall’AI?».

Secondo il geologo Nicola Casagli, presidente dell’Istituto Nazionale di oceanografia sperimentale, le calamità naturali e le grandi emergenze potranno essere sempre più arginate da un utilizzo “sapiente” dell’intelligenza artificiale. Subito dopo Fiorella Zabatta, assessore alla Protezione civile della Campania, ha chiuso la prima parte di mattinata prendendo ad esempio il suo territorio: «Auspico che l’AI ci aiuti sempre più nella prevenzione. La nostra è una regione stupenda ma ricco di complessità, dalle solfatare dell’area Flegrea, all’area vulcanica del Vesuvio, fino alla Terra dei Fuochi».

Poi la tavola rotonda coordinata da Gianna Zamaro, consulente dell’assessorato alla Salute del Fvg e da Francesco Enrichens dell’Agenas. A confronto tra loro professionisti sanitari e della Protezione civile sul tema di un possibile piano integrato per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale tra le due realtà. Tra i relatori, provenienti da tutta Italia, è intervenuto il direttore della Protezione Civile regionale dell'Fvg Amedeo Aristei, che ha ricordato: «L’innovazione non va subita passivamente, ma dobbiamo essere parte attiva nella progettazione».

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