In arrivo dodici milioni in più per chi lavora in sanità: buste paga e welfare, ecco gli aumenti
Riccardi: «Aumentata l’attrattività del sistema regionale». Interessati anche il personale amministrativo, i tecnici di radiologia e di laboratorio

Da 38 milioni nel 2025 a quasi 50 nel 2026. Dodici milioni in più, utilizzati per rimpinguare le buste paga del personale tecnico e amministrativo, con una dote di circa 3.000 euro in più all’anno.
Oltre al raddoppio degli stanziamenti destinati al welfare aziendale, vale a dire buoni spesa del valore di 100 euro, in erogazione entro fine anno per i dipendenti Asufc e Asugi, mentre nel pordenonese l’Asfo li utilizzerà per un contributo sulle spese del tragitto casa-lavoro.
Sono le novità nella distribuzione delle risorse aggiuntive regionali per i lavoratori della sanità, illustrate mercoledì a Udine dall’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, dal direttore generale dell’Arcs Stefano Dorbolò e dai numeri uno delle tre Aziende sanitarie, Denis Caporale per Asufc, Antonio Poggiana per Asugi e Giuseppe Tonutti per Asfo (e Cro).
Le misure
Detto che nella partita da 50 milioni c’è anche la dirigenza medica, il focus dei numeri illustrati da Riccardi e dai vertici delle aziende territoriali e Arcs è sul comparto, quindi infermieri, Oss, tecnici e amministrativi. Le indicazioni sulla destinazione delle risorse aggiuntive, in gran parte dettate da linee regionali, variano su alcune singole misure, come nella destinazione del welfare aziendale.

Un professionista di Pronto soccorso, ad esempio, incassa una quota di 450 euro al mese aggiuntivi rispetto al contratto nazionale in Asfo e in Asufc, che scendono a 250 euro per assistenti e operatori e 150 euro per il personale di supporto.
Simile il valore in Asufc, dove l’indennità ammonta a 4.782 euro annui. Rivolte a una platea molto più vasta di dipendenti indennità come quelle da circa 1.200 euro annui per il disagio lavorativo (turni notturni e pronta disponibilità), o quelle per chi lavora in aree meno attrattive o in condizioni di criticità organizzativa (circa 400 euro all’anno).
Amministrativi e tecnici
Ma la novità principale, come detto, riguarda il personale amministrativo, in un percorso di avvicinamento ai colleghi degli enti locali, e i tecnici di radiologia e di laboratorio: in Asugi, ad esempio, la dote vale 3.162 euro in più all’anno e riguarda 857 dipendenti.
Valori simili nelle altre aziende e analoghi i tempi di erogazione, con una prima tranche in pagamento entro fine anno e il resto nel 2027.
Più vicino il pagamento di altre indennità, alcune delle quali già in pagamento a giugno (arretrati compresi), con tempi che slitteranno invece a Pordenone, dove l’accordo con i sindacati sarà firmato solo nei primi giorni di luglio.
L’assessore
«Con questi accordi, che coinvolgono comparto e dirigenza per un valore complessivo di quasi 50 milioni di euro all’anno e una copertura triennale, investiamo non solo sul personale infermieristico ma anche su operatori socio-sanitari, amministrativi, tecnici e professionisti delle diverse aree del sistema».
Così l’assessore Riccardi, sottolineando anche i margini di autonomia lasciati alle aziende. «Le realtà sono diverse tra loro per dimensioni, caratteristiche e fabbisogni: per questo abbiamo previsto margini di autonomia nell’utilizzo delle risorse destinate alla valorizzazione del personale».
L’assessore rimarca inoltre la scelta di «premiare responsabilità, competenze, merito e disponibilità a operare nelle aree più critiche, affiancando agli incentivi economici misure di welfare e sostegno alle famiglie, un approccio innovativo che punta a ricostruire un rapporto forte tra pubblica amministrazione e capitale umano».
Fuga e frenata
Secondo Riccardi, le misure adottate a partire dal 2025 stanno iniziando a produrre risultati concreti sul fronte dell’attrattività del sistema sanitario regionale, con primi segnali positivi anche rispetto al fenomeno del passaggio di professionisti verso il settore privato. Da febbraio 2025 a oggi sono 70 le persone che hanno richiesto la ricostituzione del rapporto di lavoro e Tonutti segnala anche flussi di rientro dal Veneto.
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