C’è un cuore friulano dietro lo spettacolo di Milano Cortina 2026: Paola Rossetto firma la regia di Livigno
La producer di Marano Lagunare, veterana dei grandi eventi internazionali, guida la cerimonia diffusa nel sito olimpico valtellinese: «Vent'anni di emozioni, ma Marano resta il mio porto sicuro»

Alle cerimonie olimpiche di Milano Cortina 2026 batte un cuore friulano e maranese. È quello di Paola Rossetto, producer della cerimonia di apertura del sito di Livigno, nell’ambito delle cerimonie dei Giochi Olimpici 2026 firmate Balich Wonder Studio.
Milano Cortina 2026 introdurrà infatti domani 6 febbraio, giorno dell’inaugurazione, il concetto di cerimonie diffuse, che si svolgeranno in contemporanea tra Milano, Cortina, Livigno e Predazzo, riportando la centralità dello spirito olimpico direttamente nei luoghi di gara. Un progetto corale che coinvolge migliaia di professionisti e mette in campo competenze artistiche, tecniche e organizzative diverse, trasformando ogni sito olimpico in un palcoscenico vivo e partecipato.
Rossetto, 54 anni, originaria di Marano Lagunare e laureata in Filosofia all’Università di Bologna, vanta una lunga esperienza internazionale nella produzione di grandi eventi. Il suo curriculum racconta un percorso costruito tra creatività, visione e capacità di gestione di progetti complessi su scala globale, portando la sua esperienza organizzativa dietro le quinte di alcuni dei più importanti appuntamenti sportivi internazionali.
Come inizia tutto questo?
«Il mio percorso nei grandi eventi prende forma nel 2005, quando vengo contattata per le Olimpiadi di Torino 2006. In realtà arrivavo già da esperienze nel mondo dello spettacolo e della produzione culturale: dopo la laurea ho lavorato in ambito teatrale e musicale, all’interno di realtà regionali. Dalle cerimonie olimpiche e paralimpiche di Torino 2006 si è poi aperta una traiettoria che mi ha portata a operare e a consolidare la mia esperienza in contesti sempre più internazionali, come le Paralimpiadi di Sochi 2014, Giochi Panamericani di Lima 2019, Expo Dubai 2020, alle numerose cerimonie di Uefa Champions League, fino alla più recente Coppa d’Africa di calcio 2025. Oggi faccio parte del team delle cerimonie di Milano Cortina 2026, firmate da Marco Balich e dal team creativo di Balich Wonder Studio».
Questa tappa cosa rappresenta?
«Sancisce vent’anni di esperienze che mi hanno permesso di conoscere e approfondire culture e contesti molto diversi tra loro. Ogni evento è il risultato del lavoro di un grande gruppo di professionisti e porta con sé una forte componente emotiva».
Tante le emozioni?
«Sì, moltissime. Ricordo ancora le prove della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Torino, quando ho assistito all’esecuzione del Nessun dorma di Luciano Pavarotti, o le cerimonie paralimpiche di Sochi, con la trasformazione della scritta in forma di tetris da “Impossible” a “I’m possible”, grazie alla performance in quota di un atleta paralimpico: sono emozioni che sento ancora oggi. Ma ogni evento ha i suoi momenti unici. Oggi le emozioni sono legate alla preparazione delle cerimonie che vedranno protagonisti gli atleti chiamati a gareggiare dal giorno successivo: una tensione bella e positiva, che cresce fino a quei dieci minuti di silenzio prima dell’inizio della cerimonia, quando tutto è pronto e il lavoro invisibile sta per trasformarsi in un momento memorabile per tutti».
Cosa porta lo Balich Wonder Studio in questi eventi?
«Porta in quota emozioni, bellezza, quel linguaggio spettacolare che da anni accompagna i grandi eventi sportivi mondiali. È un lavoro costruito da team di professionisti provenienti da diversi Paesi, in cui ogni competenza ha un ruolo fondamentale all’interno di un grande ingranaggio. Le cerimonie diffuse di Milano Cortina 2026 riportano lo spirito olimpico direttamente nei luoghi di gara, trasformando ogni sito in un vero e proprio palcoscenico. A Livigno ho avuto l’opportunità di gestire la produzione artistica e produttiva delle cerimonie insieme a un grande team, che include anche colleghi con cui avevo già lavorato a Torino 2006».
Prossimo step?
«Come freelance sto valutando alcune proposte dall’Italia e dall’estero, ma è presto per parlarne. In questo momento tutta l’attenzione è rivolta alla cerimonia di apertura e alla diretta mondiale che collegherà simultaneamente tutti i siti olimpici. Dopo ogni grande progetto, però, c’è sempre un ritorno alle origini: Marano Lagunare resta il mio punto fermo, il luogo degli affetti più cari dove ricarico le energie per ripartire verso i futuri progetti».
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