Guido Comis è il nuovo direttore del museo di Miramare
Pordenonese, è uno degli artefici del rilancio di Villa Manin: in precedenza è stato curatore del museo d’arte della Svizzera italiana. L’inizio con la mostra dedicati agli Egizi

Guido Comis è il nuovo direttore del museo di Miramare. La nomina – che accorpa anche la direzione dei musei nazionali del Friuli Venezia Giulia – è arrivata nella serata di ieri, nell’ambito di un bando che ha coinvolto in tutto quattordici istituiti di seconda fascia.
Comis, classe 1971 e originario di Pordenone, eredita così il doppio incarico che fino allo scorso luglio era stato di Andreina Contessa.
Non è una sorpresa, tuttavia nemmeno una decisione scontata. Il profilo di Comis, per quanto ben quotato, non figurava in primissima linea tra i favoriti: rispetto al curriculum di altri candidati, non poteva far valere esperienze passate paragonabili alla guida di Miramare.
Ciò significa che il Ministero ha privilegiato un criterio di radicamento territoriale: Comis tra i dieci candidati in lizza era uno dei pochi a vantare una solida conoscenza delle istituzioni locali, grazie all’incarico di direttore presso l’Ente regionale per il patrimonio culturale (Erpac) rivestito dal 2019 in poi. Da questo punto di vista, l’unico altro nome con caratteristiche analoghe era quello di Marta Novello, triestina che attualmente dirige i musei di Aquileia e Grado.
La nomina era da tempo attesa dalla città di Trieste. Le ragioni sono innanzitutto di ordine numerico: Miramare è il più grande museo della regione per quantità di visitatori annui, senza contare il prestigio culturale del Castello.
E per quanto la direzione ad interim del post-Contessa sia stata affidata a figure autorevoli come Marianna Bressan e Massimo Osanna, è chiaro che soltanto una guida stabile assicuri una prospettiva di sviluppo di medio-lungo termine. Il bando, aperto lo scorso agosto, doveva inizialmente essere concluso entro Natale, ma il Ministero ha accordato una proroga di 60 giorni a causa dell’elevato numero di candidature pervenute.
Se il sollievo per la conclusione della procedura pubblica è indubbio, molte sono le sfide che attendono il neo direttore. Il museo di Miramare è reduce infatti da annate di crescita senza precedenti: non solo per l’aumento dei visitatori di cui sopra, ma anche e più in generale per l’offerta culturale che ha saputo consolidare.
Ciò si deve sicuramente all’impegno profuso nei due mandati da Andreina Contessa, così come a una contingenza favorevole a tutta la città di Trieste. Non sarà semplice insomma mantenere questi standard e c’è curiosità per il metodo che sceglierà di adottare Comis.
«I miei migliori auspici di buon lavoro ai nuovi direttori dei musei statali di seconda fascia e un ringraziamento alla commissione di valutazione e al direttore generale musei per aver tempestivamente selezionato le nuove figure», sono state le parole in serata da parte del ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Comis, in ogni caso, inizierà in discesa il suo mandato (rinnovabile) di quattro anni: tra poco più di un mese inaugurerà infatti la mostra “Gli Egizi a Miramare, capolavori della collezione di Massimiliano da Vienna a Trieste”, in cartellone dal 26 marzo al 12 ottobre. Poi comincerà l’attività vera e allora si inizierà a intravedere la mano del nuovo direttore.
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