Le seconde occasioni di Maira e Flavio: a Ronchi si presenta il libro "Sopravvissuti" targato Nem
Domenica all'evento di Leali delle Notizie il curatore Paolo Cagnan e i testimoni delle tragedie del terremoto e degli infortuni sul lavoro

Esiste un istante, uno scarto minimo del destino, capace di dividere un’esistenza in due metà non conciliabili: un prima e un dopo. Di questo confine invisibile, ma segnato da cicatrici indelebili, si parlerà domenica 18, alle 19, a Ronchi dei Legionari, in occasione della presentazione del libro “Sopravvissuti. Cronache di seconde occasioni” pubblicato da Nord Est Multimedia, la società che edita anche questo giornale.
L’evento si inquadra nell’ambito di “Oltre il Festival”, la rassegna di “Leali delle Notizie” nata come spin-off del Festival del Giornalismo in collaborazione con il “Fake News Festival”. All’incontro interverranno il curatore dell’opera Paolo Cagnan e i giornalisti Timothy Dissegna e Oscar d’Agostino, ma i veri protagonisti della serata saranno due testimoni d'eccezione, le cui storie sono raccontate nelle pagine del volume: Maira Trevisan e Flavio Frigè.
Il libro raccoglie venti vicende umane svoltesi tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto. Nessuna celebrazione retorica dell'eroe invincibile che sconfigge la sorte con la sola forza di volontà, ma un'indagine quotidiana sul "giorno dopo il miracolo", sulla fatica della ricostruzione e, talvolta, sul peso del senso di colpa. Una riflessione asciutta sulle involontarie «sliding doors» che persone comuni si sono trovate ad attraversare.
Emblematica è la vicenda di Maira Trevisan, salvata a sua insaputa dalla tragedia del terremoto del Friuli. Il 6 maggio 1976 Maira aveva appena quindici giorni di vita. Nel crollo del condominio Udine a Majano, costato la vita a 45 persone, la neonata rimase sepolta per ore sotto un sarcofago di pietre e polvere, protetta miracolosamente da un masso.
A trovarla fu un ragazzo che, muovendosi tra le macerie, sentì un pianto flebile scambiato inizialmente per il lamento di un gatto. Estratta viva con una sola ferita alla fronte, Maira è cresciuta senza ricordi diretti di quella notte, ma portandone il peso nell'anima. La sua è la storia di una sopravvissuta che, diventata donna, ha dovuto fare i conti con l'angosciosa domanda sul perché fosse toccato proprio a lei salvarsi, rispetto a tanti altri bambini. Un senso di colpa rielaborato negli anni attraverso uno straordinario cammino di consapevolezza e di servizio verso gli altri, celebrando ogni 6 maggio la propria rinascita come un atto di memoria.
Di natura ben diversa, ma guidata dal medesimo rigore morale, è la testimonianza di Flavio Frigè. Il 6 aprile 1981 Flavio è un apprendista fabbro di diciassette anni al lavoro su una tettoia a Reana del Rojale. Senza dispositivi di protezione e con le scarpe da ginnastica ai piedi, solleva una sbarra di ferro toccando inavvertitamente la linea ad alta tensione da ventimila volt che passa a pochi metri. La scarica lo folgora e lo scaraventa all'indietro.
Miracolato dai primi soccorsi, subisce tre mesi di ricovero in ospedale che culminano con l'amputazione delle gambe e del braccio sinistro. La sua seconda vita comincia con un rifiuto della rassegnazione: riconquista la propria autonomia, ottiene la patente di guida con il cambio automatico e sceglie di mettere il proprio dramma al servizio della comunità.
Da anni Frigè è un instancabile testimonial di sicurezza sul lavoro con l'Anmil e con il progetto “Ocjo – La sicurezza è di scena”: entra nelle scuole e nei corsi di formazione per parlare ai giovani senza filtri e per far sì che la sua drammatica disavventura sia di monito.
Il libro è in vendita nelle edicole al prezzo di 10,90 euro.
In precedenza, sempre domani, alle 17 si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica 1976, il terremoto, in collaborazione con Craf – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo, che sarà visitabile nella sede di Leali delle Notizie (piazzetta Francesco Giuseppe I) fino al 31 gennaio. A seguire, nel vicino auditorium comunale, l’incontro con il condirettore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini, il giornalista Michele Meloni Tessitori e il direttore del Craf Alvise Rampini, che saranno moderati dalla giornalista Valentina Viviani.
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