Caldo negli uffici in Fvg: le regole degli uffici pubblici e privati tra dress code, buon senso e smart working

Stretta sul decoro in Consiglio regionale: stop agli abiti troppo corti. Nelle grandi aziende prevalgono smart working e "casual estivo"

Al lavoro in bermuda e infradito? A Parigi il ministro del Lavoro Jean-Pierre Farandou si è detto favorevole in questi giorni di caldo torrido, ma in Friuli Venezia Giulia pubblico e privato sembrano fare appello al buon senso, anche in assenza di regole precise, per rispettare il decoro della realtà in cui si opera.

Generali da lunedì avrà inoltre la maggior parte dei propri dipendenti delle sedi di Trieste in smart working (per chi non ha aderito all’accordo ci saranno a disposizione degli spazi climatizzati).

Anche in estate resta comunque in vigore un dress code “business”, benché adattato alla stagione. Banca 360 Fvg fa sapere invece di non avere delle regole precise in materia, come peraltro Allianz. Non esiste un dress code nemmeno in Fincantieri, dove, fatto salvo il bon ton e il buon senso, negli uffici le polo sono accettate se abbinate a pantaloni lunghi.

Il Comune di Trieste, come diversi altri, precisa invece nel proprio Codice di comportamento che i dipendenti sono tenuti «in ogni caso, a presentarsi al lavoro assicurando il decoro personale e il rispetto del ruolo istituzionale ricoperto».

Un richiamo formale in questi giorni è arrivato dal segretario generale del Consiglio regionale dopo che alcuni visitatori, in occasione delle ultime sedute per l’approvazione dell’assestamento estivo, sono stati allontanati dal personale della sede di piazza Oberdan proprio per il loro abbigliamento troppo informale. Il segretario generale parla comunque di casi di accesso alle sedi consiliari, soprattutto nel periodo estivo, da parte non solo di visitatori e utenti, ma «talvolta, anche di dipendenti con un abbigliamento non conforme ai requisiti di decoro richiesti».

Da qui l’avvertimento che l’accesso nelle sedi consiliari non sarà consentito a chi non rispetta i canoni di dignità e decoro, «ivi compreso l’utilizzo di pantaloncini corti». Nel codice di comportamento della Regione in ogni caso non compare nulla in relazione all’abbigliamento, come osserva l’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti.

I sindacati della Funzione pubblica non hanno da parte loro ricevuto segnalazioni di richiami all’ordine, mentre ne hanno avute di condizionatori malfunzionanti o reparti ospedalieri con temperature troppo elevate. «Almeno durante l’ondata di calore di giugno: le segnalazioni sono arrivate per alcuni reparti dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine e per uno di Palmanova», afferma il segretario regionale della Uil Fp Stefano Bressan.

«Ci sono arrivate indicazioni di situazioni critiche nelle sedi regionali di via Sant’Anastasio a Trieste o via Oberdan a Pordenone, che abbiamo subito segnalato ai nostri Rls e Rsu», rileva invece il segretario regionale della Fp Cgil Andrea Traunero, ricordando come la Regione applichi lo smart working per chi ha deciso di utilizzarlo (circa 1. 100 dipendenti al giorno sui 3. 800 totali).

«I condizionatori malfunzionanti, segnalati anche da noi, sono stati nel frattempo sistemati», osserva Massimo Bevilacqua, referente confederale Cisl per il comparto unico, rilevando come la pratica sia più difficoltosa negli enti locali. 

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