Siccità nei vigneti, a Faedis scatta la vendemmia meccanica nelle ore fresche: «Così proteggiamo il Pinot grigio»
La strategia dell'azienda Colle Villano di fronte alle temperature estreme: analisi tecniche giornaliere, macchinari moderni e tempi serrati contro lo stress idrico

Un record storico. Mai la vendemmia era iniziata così presto sul territorio friulano, perché mai temperature così alte per un periodo prolungato avevano accelerato il processo di maturazione dei grappoli al punto da renderli pronti alla raccolta ai primi di agosto: l’imprenditore vinicolo Francesco Bertossi, titolare dell’azienda Colle Villano, in Comune di Faedis, è uno dei primi a essersi messo all’opera, venerdì.
«Ci sono annate che si gestiscono con la calma del calendario e altre condizionate dalla forza dirompente della natura, che impongono decisioni rapide e coraggiose», commenta, precisando che l’avvio ufficiale delle attività non è stato contraddistinto dall’usuale clima festoso «che ogni viticoltore sogna durante i lunghi mesi di lavoro nei campi»: le operazioni, infatti, si annunciano «una vera e propria corsa contro il tempo per mettere in salvo la produzione prima che il clima azzeri ogni sforzo».
«Chi vive di terra e vigneto non ricorda un’annata così clamorosamente anomala, plasmata da mesi di caldo soffocante, da una siccità implacabile e da una drammatica, totale assenza di precipitazioni. La vite, pianta stoica e resiliente per definizione, è stata spinta ben oltre i propri limiti di tolleranza. Le analisi tecniche che abbiamo condotto giorno dopo giorno sulle uve mostrano un quadro inequivocabile: siamo di fronte a volumi e rese ai minimi storici. Lo stress termico e idrico ha costretto i grappoli a una maturazione accelerata ma sofferta, riducendo l’apporto di acqua e portando il peso degli acini a valori mai registrati in precedenza», commenta l’imprenditore.
E in contesto così estremo, «aspettare non è un’opzione»: «Attendere i tempi classici significherebbe assistere alla disidratazione irreversibile e al deperimento dei grappoli sulla pianta, con il rischio concreto di compromettere del tutto l’intero raccolto», spiega Bertossi, che per tale motivo ha deciso di iniziare, partendo con le prime vasche di Pinot grigio e con le varietà più precoci. «L’obiettivo prioritario è cogliere quell’istante fugace in cui il frutto conserva ancora la sua freschezza, il giusto equilibrio acido e la ricchezza aromatica che definiscono l’identità dei nostri vini», chiarisce.
Per vincere la sfida la vendemmia sarà esclusivamente meccanica, scelta maturata anche a fronte delle crescenti e note difficoltà nel reperire personale qualificato per la raccolta manuale, problema che avrebbe comportato rallentamenti. Non si tratta, tuttavia, di una mera scorciatoia, bensì di «una precisa e rigorosa decisione tecnica»: l’impiego di una vendemmiatrice di ultima generazione, infatti, consente di agire con la massima tempestività e di concentrare il lavoro nelle ore più fresche della giornata.
«Lavorare al riparo dalle temperature diurne è l’unico modo per tutelare l’integrità del corredo organolettico, preservando intatti i precursori aromatici primari, in particolare la componente tiolica e terpenica tipica del cultivar, ed evitando sia l’ossidazione enzimatica dei polifenoli che l’innesco di fermentazioni incontrollate prima dell’arrivo dell’uva in cantina», puntualizza Bertossi, ribadendo che «muoversi con rapidità e accuratezza è l’unica strategia possibile».
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