Elezioni in Friuli Venezia Giulia, in tre comuni c’è già il sindaco: affluenza a Cividale oltre il 60 percento
Villesse è l’unico centro dell’Isontino alle urne. Andreis, Barcis e Premariacco hanno superato il quorum ed evitato il commissariamento del Comune. In regione una persona su due non è andata a votare per questa tornata delle Amministrative

Sono undici i comuni del Friuli Venezia Giulia che sono stati chiamati al voto in questo fine settimana del 24 e 25 maggio. Alle 15 si sono chiuse le urne e ora si partirà con lo spoglio. Una geografia diffusa, che attraversa l’intero territorio regionale, dai piccoli centri montani alle realtà più strutturate, con sfide spesso molto diverse tra loro ma accomunate dal rinnovo delle amministrazioni locali. Un quadro complessivo che restituisce la varietà del territorio e delle proposte politiche locali, in una tornata che coinvolge complessivamente oltre 35 mila elettori.
Cividale del Friuli è il centro più grande al voto in questa tornata: qui è corsa a tre tra Attilio Vuga, Fabio Manzini e la sindaca uscente Daniela Bernardi.
In Fvg una persona sue due non è andata a votare
Si sono chiuse con un’affluenza complessiva del 51% le elezioni amministrative nei undici Comuni del Friuli Venezia Giulia chiamati al voto. Il dato finale parla di 18.389 votanti su 36.230 aventi diritto nelle 43 sezioni scrutinabili. A registrare la partecipazione più alta è stata Cividale del Friuli con il 63%, seguita da Montereale Valcellina al 55% e da Claut, Ovaro e Varmo, tutte al 54%. Villesse chiude al 53%. Più bassa invece l’affluenza nei comuni di Andreis (34%), Barcis (37%) e Caneva (39%).
Affluenza a Barcis e Andreis
In fondo alla classifica della partecipazione si posizionano due comunità montane, che nonostante il recupero registrato rispetto alle prime rilevazioni della giornata non hanno raggiunto la soglia della metà degli aventi diritto. A Barcis la percentuale finale dei cittadini che si sono recati ai seggi per esprimere la propria preferenza si è fermata al 37%. Il dato più basso in assoluto di queste elezioni amministrative regionali è stato invece registrato ad Andreis, dove l'affluenza definitiva si è attestata al 34%. Con la chiusura ufficiale dei seggi e la stabilizzazione delle percentuali di partecipazione, i verbali sono stati consegnati alle rispettive sezioni per dare immediato inizio alle operazioni di spoglio, che decreteranno ufficialmente i nomi dei nuovi primi cittadini e la composizione delle amministrazioni locali.
Affluenza, le percentuali definitive nei principali centri
Tra i comuni chiamati al voto in questa tornata elettorale, Cividale del Friuli si conferma il centro con la risposta più massiccia da parte degli elettori, registrando una percentuale di affluenza definitiva pari al 63%. Si tratta del dato più alto tra le comunità monitorate, a dimostrazione di una partecipazione particolarmente sentita. Molto solido anche il bilancio finale a Claut e a Varmo: in entrambi i comuni la presenza alle urne si è assestata sulla medesima cifra, chiudendo le operazioni con un'affluenza definitiva del 54%. Subito dietro si posiziona il comune di Villesse, dove la mobilitazione dei cittadini nelle ore serali ha permesso di raggiungere una percentuale conclusiva del 53%. Nel comune di Travesio le urne si chiudono invece con un dato intermedio rispetto alla media dei territori al voto, fissando la partecipazione definitiva al 46%.
Villesse unico centro al voto nell'Isontino
Villesse con i suoi 1645 abitanti sarà l’unico comune dell'Isontino ad andare al voto per il rinnovo del consiglio comunale. La sfida è tra Flavia Viola e per Gianpaolo Burgnich per il Comune di Villesse. Saranno due i seggi per i 1575 elettori, inclusi i residenti all'estero. E per la prima volta dopo lungo tempo la partita è tutta da giocare, difficile fare pronostici sul risultato; molto, certamente, dipenderà dalla percentuale di consensi che riuscirà a raccogliere la Lega, insieme alla citata novità della civica. Per chiunque si aggiudicherà la vittoria, le sfide da affrontare saranno molte (dalla crisi del commercio al recupero delle caserme dismesse, dalla sanità alle politiche abitative, fino ai progetti a favore di giovani e anziani, elementi che infatti compaiono in ciascun programma)
I numeri di Cividale
Con i suoi 10.767 abitanti, di cui 9.842 elettori (inclusi i residenti all’estero), la cittadina longobarda è la principale municipalità fra le cinque della provincia di Udine chiamate alle urne per l’elezione del sindaco e il rinnovo dell'amministrazione. Le operazioni di voto si svolgeranno tutte nel complesso comunale di Carraria, affacciato sull’omonima via, così come avviene dai tempi della pandemia, quando la soluzione - rilevatasi efficace e quindi confermata, anche per evitare le necessità di sospendere le lezioni nei plessi scolastici precedentemente utilizzati - era stata testata.
Premariacco ha già il suo sindaco
Sfida vinta, per la seconda volta. Il sindaco uscente di Premariacco, Michele De Sabata - che come avvenuto nel 2020 era candidato unico alle elezioni per il rinnovo dell'amministrazione -, è riuscito a superare l'ostacolo del quorum, che fissava al 40% di elettori alle urne la soglia da raggiungere per poter ottenere la riconferma. Il raggiungimento e il superamento della percentuale (abbassata di 10 punti, rispetto alle precedenti elezioni), è stato registrato alle 11 di lunedì 25 maggio: nella sezione di voto di Orsaria si è raggiunto il 45,63%, in quella di Ipplis il 40,40%, a Firmano e San Mauro il 40,65%, mentre Premariacco era ancora ferma al 34,69%. Nell'insieme, la media è del 40,65%. I dati non sono, naturalmente, definitivi, dal momento che i seggi resteranno aperti fino alle 15.
La sfida a Cividale con tre candidati
Tre candidati sindaco, nove liste e 172 aspiranti consiglieri: Cividale si prepara a un voto comunale dall’esito incerto, il primo dal 2000 senza equilibri già definiti. La frattura nel centrodestra, con la Lega separata dagli ex alleati, ha cambiato completamente lo scenario politico della città ducale. Da una parte la sindaca uscente Daniela Bernardi, sostenuta da due liste; dall’altra il ritorno dell’ex sindaco Attilio Vuga, appoggiato da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati. A cercare la storica svolta per il centrosinistra è invece Fabio Manzini, alla guida di una coalizione compatta di quattro liste civiche e progressiste.
Ultimo dato dell'affluenza alle 23 di domenica
Si è chiusa al 39% l’affluenza della prima giornata di voto nei undici Comuni del Friuli Venezia Giulia chiamati al rinnovo delle amministrazioni locali. Il dato è stato diffuso dal Servizio elettorale regionale dopo la chiusura dei seggi alle 23.
Tra i Comuni con la partecipazione più alta spicca Cividale del Friuli, seguita da Claut e Villesse. Più bassa invece l’affluenza registrata ad Andreis, Caneva e Barcis. I seggi riapriranno per la seconda giornata di consultazioni con l’obiettivo di eleggere i nuovi sindaci e consigli comunali.
I candidati sindaco: ecco chi sono
Nel dettaglio, ad Andreis si presenta Fabrizio Prevarin, mentre a Barcis corre Claudio Traina. A Caneva la competizione è a tre con Matteo Astolfi, Lucia De Marco e Renato Mirto Monte. Più articolato il quadro a Cividale del Friuli, dove i candidati sono Attilio Vuga, Fabio Antonio Manzini e Daniela Bernardi. A Claut si sfidano Antonio Dimastrogiovanni, Gianandrea Grava, Federico Francesco Tomè e Filippo Michele Manfrè. A Montereale Valcellina i candidati sono Nevio Alzetta e Renato Borghese, mentre a Ovaro la corsa vede protagonisti Piero Gallo e Lino Not. A Travesio i candidati sono Paolo Venti e Kether Del Toso, mentre a Varmo si confrontano Massimiliano Gattolini, Pierino Biasinutto e Angelo Spagnol. Infine, a Villesse la sfida è tra Flavia Viola e Gianpaolo Burgnich.
Barcis e Andreis hanno già il sindaco
Quorum raggiunto a Barcis e ad Andreis: ieri sera, poco prima di cena, in entrambi i Comuni valcellinesi è stata infatti superata la fatidica soglia dell'ottantina di votanti. Si trattava del minimo richiesto dalla legge per evitare che il municipio venisse commissariato. Affluenza rispettivamente al 27 e 26 per cento, alle 23 di ieri. Per ora però i sindaci uscenti (Claudio Traina a Barcis e Fabrizio Prevarin ad Andreis) preferiscono non commentare l'esito, quasi scontato, della rispettiva rielezione. A scompaginare le carte in tavola potrebbe infatti accadere una situazione che in realtà non si è mai verificata prima d'ora: l'elezione non sarebbe valida se al momento dello scrutinio emergesse che i voti nulli siano numericamente superiori a quelli validi. Un'ipotesi quasi scolastica ma che da queste parti viene comunque tenuta in debita considerazione. Nel 2012, infatti, a Cimolais vinse in modo clamoroso il candidato della lista civetta, messo solo formalmente a capo di una finta formazione pur di scongiurare lo spettro del quorum. «Siamo comunque contenti che gli abitanti abbiano risposto al proprio dovere civico, indipendentemente dagli appelli di chi voleva vedere i Comuni sotto commissariamento», si sono limitati a dire Traina e Prevarin all'esterno del seggio. Svelato anche un piccolo mistero statistico molto diffuso in terre ad altissimo tasso di emigrazione. Alle 19 il sito delle Autonomie locali della Regione segnalava un'affluenza bassissima, prossima al 20 per cento. Il dato era però falsato dagli iscritti Aire che risiedono all'estero e il cui voto va scorporato dal totale complessivo. Tanto che, come detto, dopo 80 schede era già stata sorpassato con successo la soglia critica della metà degli aventi diritto.
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