Caro carburante, in arrivo 14,4 milioni di ristori per le imprese del Friuli Venezia Giulia
L’annuncio dell’assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini. Ecco i codici Ateco che potranno accedere al contributo

«Con un canale contributivo che sarà aperto entro l'estate mettiamo a disposizione 14,4 milioni di euro per ristorare una parte del maggior costo del carburante sostenuto a inizio 2026 dai settori della logistica e dei trasporti e da quelle imprese del Friuli Venezia Giulia particolarmente penalizzate dall'aumento dei prezzi praticati dagli impianti di rifornimento e costrette per questo a operare con margini ridotti. Si tratta di un contributo a fondo perduto, pensato per dare una risposta rapida e concreta a un comparto strategico per il nostro territorio».
Lo annuncia l'assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini dopo che oggi, 3 luglio, la Giunta regionale ha approvato un'apposita delibera con la quale sono stati definiti i criteri di assegnazione delle risorse e l'elenco dei settori economici beneficiari, individuati sulla base dei codici Ateco vigenti.
«L'Amministrazione regionale - sottolinea Bini -, ancora una volta, si dimostra attenta alle esigenze delle imprese e tempestiva nell'agire in caso di emergenza. Questo intervento è frutto del percorso di concertazione avviato sin dai mesi di marzo e aprile con le associazioni di categoria e i rappresentanti del tessuto produttivo, che ringrazio per il confronto propositivo. Questa capacità di fare sistema ci permette oggi di essere tra le prime Regioni d'Italia a mettere in campo risposte concrete per fronteggiare il caro carburanti. Lo facciamo attraverso un modello ormai consolidato, con procedure a sportello, il più possibile semplificate, per non gravare ulteriormente sulle imprese».
I codici Ateco
Potranno accedere alla misura le imprese con sede legale o operativa in Friuli Venezia Giulia, che operano nei settori individuati dai seguenti codici Ateco: raccolta dei rifiuti (38.1); costruzione di edifici residenziali e non residenziali (41); ingegneria civile (42); attività di servizi di intermediazione per il commercio all'ingrosso (46.1); trasporto ferroviario di merci (49.20); trasporto di linea di passeggeri su strada (49.31); trasporto non di linea di passeggeri su strada (49.32); trasporto di passeggeri a richiesta su veicoli con conducente (49.33); altri trasporti terrestri di passeggeri n.c.a. (49.39); trasporto di merci su strada (49.41); trasporto marittimo e per vie d'acqua interne (50); magazzinaggio e deposito (52.10); servizi di supporto al trasporto marittimo e per vie d'acqua interne (52.22); movimentazione merci (52.24); servizi di logistica (52.25); altre attività di supporto ai trasporti (52.26); attività di servizi di intermediazione per il trasporto di merci (52.31); attività di servizi di intermediazione per il trasporto di passeggeri (52.32); altre attività di pulizia (81.23.91); attività di servizi per la cura del paesaggio (81.30.00); trasporto di pazienti in ambulanza (86.92.00).
Il contributo è commisurato al maggior costo sostenuto per l'acquisto del carburante nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 15 giugno 2026 rispetto al corrispondente periodo del 2025. Per le imprese di più recente costituzione, è calcolato rispetto ai primi quattro mesi di attività. Il maggior costo sarà autocertificato dal richiedente. Saranno considerati quali parametri di riferimento i prezzi medi pubblicati dal Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (Mase), quali dati ufficiali e oggettivi.
Sono previsti massimali differenziati in relazione alla tipologia di beneficiario: il contributo non può essere superiore a 1.000 euro per gli esercenti l'attività di agente e rappresentante di commercio; nonché a 30mila euro per le piccole e medie imprese (pmi); a 50mila euro per le grandi imprese operanti negli altri settori ammessi a contributo ed è compreso tra un minimo di 1.000 euro e un massimo di 3.000 euro per gli esercenti i servizi di taxi e di noleggio con conducente (ncc). Non sono ammissibili a contributo maggiori costi inferiori a 1.000 euro.
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