Bombe Usa su Caracas, la testimonianza del pasticciere friulano: «Si sentivano aerei ed esplosioni»

Maurizio Greggio, 57 anni di origini cividalesi, ha trascorso la notte insonne nella capitale venezuelana. «Non c’è anima viva in strada»

Fuoco a Fuerte Tiuna, a Caracas, la base militare più grande del Venezuela
Fuoco a Fuerte Tiuna, a Caracas, la base militare più grande del Venezuela

«Bisogna aspettare», essere cauti e poi «bisogna vedere cosa può succedere ancora». È quanto afferma Maurizio Greggio, pasticciere 57enne di origini friulane che vive a Caracas, intervistato dalla Tgr Rai del Friuli Venezia Giulia.

Maurizio ha passato la notte tra venerdì 2 e sabato 3 gennaio insonne, per il rombo degli aerei e le bombe sganciate dagli Usa: «Si sentivano gli aerei passare e le bombe cadere e scoppiare».

Ora teme lo scoppio di disordini, ma per il momento aspetta. Greggio, nato in Venezuela da padre friulano, ha studiato a Cividale del Friuli ed è proprietario di una pasticceria. «Hanno bombardato la caserma Fort Tiuna, l'aeroporto de La Carlota, un aeroporto civile dentro la città che è usato dai militari, e il porto de La Guaira».

Il 57enne ora è chiuso in casa. Abituato dai disordini politici frequenti nel Paese ha scorte di cibo per diversi giorni. E' preoccupato perché abita vicino a un edificio governativo che potrebbe diventare un bersaglio: «Non c'è un'anima per strada, non ci sono macchine né persone che camminano - dice - c'è un forte odore di bruciato e di polvere da sparo».

L'uomo parla poi della difficile situazione politica: «Sono già 27 anni che abbiamo cominciato con Chavez, dopo è venuto Maduro. C'è un problema economico fortissimo», «il dollaro non si trova» e il bolivar ha subito una forte inflazione.

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