Dai fondi ai Comuni alluvionati al raduno Triveneto degli alpini: «Così sosteniamo i sindaci»

Il Consiglio Fvg dà l’ok alle misure di Roberti sugli enti locali, ma si spacca sui buoni pasto ai regionali. Ai 32 municipi colpiti dal maltempo quasi 1,5 milioni e norme semplificate, 450 mila per le penne nere

Laura Blasich
Una seduta del Consiglio regionale in piazza Oberdan a Trieste
Una seduta del Consiglio regionale in piazza Oberdan a Trieste

Sostenuto in alcune sue parti anche dalla minoranza, il disegno di legge 73 in materia di Autonomie locali e disposizioni elettorali è stato approvato dal consiglio regionale mettendo così a disposizione 1,490 milioni a favore di 32 Comuni colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 2025.

La misura va ad aggiungersi ai fondi già stanziati da Stato e Regione e consentirà alle realtà di rinforzare la propria dotazione di personale, anche se a termine, riuscendo così a rispondere all’aumentato carico di lavoro generato dall’emergenza, oppure di decidere sgravi fiscali per cittadini e imprese, come spiegato dall’assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti.

I comuni alluvionati

L’aula l’ha sostenuta in modo unitario, pur senza accogliere gli emendamenti della dem Laura Fasiolo e di Serena Pellegrino (Avs), che puntavano a un aumento della dotazione per i centri che hanno subito i maggiori danni, quelli di Cormons e Romans d’Isonzo, cui pure va la cifra massima di 100 mila euro ciascuno. Quote variabili tra 50 mila e 20 mila euro sono previste per i Comuni inseriti in seconda e terza fascia nella tabella stilata dalla Protezione civile dopo una prima ricognizione dei danni.

Per agevolare questi enti locali, il provvedimento prevede anche deroghe contabili: potranno accedere alle risorse della concertazione 2027-29 anche in caso di ritardi nel rendiconto 2025 e le spese per lo straordinario dei dipendenti causa emergenza non graveranno sugli indicatori di sostenibilità del personale.

I 50 anni del terremoto

Stessa compattezza, se si eccettua il consigliere di Open Furio Honsell, c’è stata sullo stanziamento di 450 mila euro al raduno Triveneto degli alpini a Gemona e di 50 mila a quello nazionale dei bersaglieri.

Eventi collegati al cinquantenario del terremoto e dai quali ci si attende l’arrivo, almeno per il raduno degli alpini, di oltre 100 mila partecipanti e notevoli ricadute, come osservato da Roberti replicando alle perplessità espresse da Honsell e da Pellegrino. Meno sintonia c’è stata sull’allineamento della disciplina regionale in materia elettorale a quella nazionale.

Autonomie locali

Le azioni «costruite per venire incontro alle esigenze dei Comuni di più piccole dimensioni utilizzando la specialità regionale», come sottolineato dall’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, sono state apprezzate, ma non senza critiche e non senza innescare un dibattito che si è allargato alle ricostituende Province e al mancato rinnovo del contratto del Comparto unico regionale.

«Nel provvedimento abbiamo trovato meno di quanto ci sarebbe piaciuto», ha detto il relatore di minoranza, il consigliere dem Francesco Russo, che ha definito il ddl «una norma di rappezzo e non di sistema». Altri voci dai banchi della minoranza ieri hanno sollevato la necessità di un’azione strutturale per restituire attrattività al lavoro nei piccoli Comuni.

Per i quali il disegno di legge, come osservato sia da Russo sia dal collega dem Nicola Conficoni, non prevede una copertura dell’aumento dei buoni pasto per i dipendenti da 7 a 10 euro garantita invece per quelli regionali con 3 milioni spalmati nel triennio 2026-28. Proprio la modifica introdotta dall’assessore Roberti ha però convinto Honsell a votare con la maggioranza l’intero pacchetto, su cui il resto della minoranza si è astenuta.

Le misure

Dai banchi della maggioranza prima il capogruppo della Lega Antonio Calligaris e poi quelli di FI Andrea Cabibbo e di Fedriga Presidente, Mauro Di Bert, oltre che la consigliera di FdI Orsola Costanza, si è sottolineata invece la necessità e l’utilità delle azioni adottate. A iniziare dallo stanziamento di 1,49 milioni di euro destinati ai 32 Comuni alluvionati. Il provvedimento consente poi ai Comuni fino a 10 mila abitanti (rispetto ai 5 mila iniziali, dopo una modifica condivisa in modo trasversale) di escludere la spesa per il segretario comunale dal conteggio della sostenibilità di quella del personale.

Agevolate, dopo l’introduzione della modifica presentata dall’assessore Roberti, le progressioni fra categorie: le amministrazioni con un massimo 15 dipendenti potranno prescindere dalla riserva del 50% di accesso esterno. I dipendenti Erpac, ora con contratto nazionale Federculture, vengono inoltre inquadrati nel ruolo regionale del Comparto unico.

Sicurezza ed elezioni

Il provvedimento guarda anche alle prossime scadenze elettorali. Per le consultazioni del 2026, il voto sarà esteso anche alla giornata di lunedì e l’età massima per i componenti di seggio salirà a 75 anni, recependo le recenti norme statali. In materia di sicurezza, il ddl autorizza l’utilizzo di risorse della Stabilità 2026 per scorrere le graduatorie delle domande di contributo per impianti di videosorveglianza e allarme presentate dalle imprese nel 2025 e rimaste inevase.

Con un emendamento presentato sempre dall’assessore è stata confermata anche l’istituzione del consigliere diplomatico della Regione, figura pure approvata dalla giunta a inizio dicembre ed entrata in attività alla metà dello stesso mese. Dai banchi della minoranza si è chiesta ragione del provvedimento. «Non è una sanatoria. Incardiniamo questa figura nell’organizzazione regionale», ha ribattuto Roberti. —

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