Borse di studio revocate per mancanza di requisiti, devono essere restituiti 570 mila euro all’Ardis

L'assessore Rosolen introduce la rateizzazione in 18 mesi per chi ha perso i requisiti di merito, ma resta il pugno duro per chi abbandona gli studi: rimborso immediato in un'unica soluzione

Nel 2024-25 Ardis aveva accumulato un credito da 570 mila euro per borse di studio erogate a studenti che non avevano maturato i titoli per mantenerle ed erano tenuti a restituire i fondi. Lo ha reso noto l’assessore regionale all’Istruzione Alessia Rosolen in VI Commissione del Consiglio regionale, mentre spiegava la novità più rilevante che ha introdotto nel ddl 79 Multisettoriale.

Per venire incontro agli studenti in difficoltà nel restituire quanto percepito, la norma apre alla possibilità di rateizzare il dovuto (fino a 18 rate mensili). Chi abbandona gli studi, però, non potrà accedervi e dovrà restituire tutto in un’unica soluzione. Scelte che Serena Pellegrino (Avs) e Laura Fasiolo (Pd) hanno contestato, chiedendo previsioni più tutelanti per chi lo faccia per motivi di fragilità socioeconomica e la possibilità di dilazionare ulteriormente il debito. Richieste che hanno innescato un acceso dibattito.

In mattinata, invece, a tenere banco in aula sono state le novità sugli ambulanti introdotte dall’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini.

Tornando al tema delle borse di studio, i casi di necessità di restituire somme sono in aumento: «siamo passati da borse di studio che non superavano i 4 mila euro a borse da oltre 9 mila. I contributi regionali per il diritto allo studio sono passati da 25 milioni a oltre 40 milioni l’anno scorso, mentre quest’anno sono state erogate oltre 7.400 borse di studio», ha specificato l’assessore.

Le borse sono revocate principalmente in questi casi: se lo studente perde i requisiti di merito (la matricola non matura i crediti necessari entro novembre) oppure se rinuncia agli studi o li prosegue in un’altra università. A metterci il carico da novanta, quest’anno, c’è il semestre filtro di medicina: chi ottiene un posto in un’università fuori regione perde il diritto alla borsa Ardis.

Ora si potranno rateizzare le somme da restituire – fino a 18 mensilità da non meno di 100 euro – ma solo su richiesta motivata. Necessario, invece, restituire l’intera somma in soluzione unica per chi abbandona gli studi, obbligo a cui saranno sottoposti anche coloro che mancano di pagare due rate (anche non consecutive).

Criteri troppo restrittivi per Pellegrino (che propone di «estendere la rateizzazione da 18 a 36 mesi, con possibilità di arrivare a 48 mesi») e Fasiolo («Necessario che l’istituzione non agisca come un mero esattore»). Carlo Bolzonello (Fp) difende la linea dell’assessore: «Non si può far passare il messaggio che l’abbandono non comporti responsabilità». E Rosolen affonda: «Le somme non recuperate riducono le risorse per chi ne ha diritto».

Intanto escono dal Codice del Commercio e del Turismo le premialità per gli ambulanti “storici” e per quelli che offrono prodotti tipici nelle gare per assegnare i posteggi nei mercati, per allinearsi alla normativa nazionale e scongiurare il rischio impugnazione. Bini tuttavia ha fornito rassicurazioni: oggi «la Conferenza Stato-Regione esaminerà le nuove linee guida nazionali. Un atto di indirizzo che accoglie le osservazioni del Fvg». —

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