Gino Cecchettin da Fazio: «Una fondazione in memoria di mia figlia Giulia»

Il padre della ragazza uccisa da Filippo Turetta ospite della trasmissione su Nove: «Tutti dobbiamo fare qualcosa, dite “ti amo” alle vostre mogli»

Enrico Ferro
Gino Cecchettin ospite a Che Tempo che Fa
Gino Cecchettin ospite a Che Tempo che Fa

Una fondazione in memoria di Giulia Cecchettin, per combattere la violenza contro le donne, per incanalare tutta l’energia vitale che questo orribile delitto ha paradossalmente generato.

Nello studio di "Che Tempo Che Fa” con Fabio Fazio, dopo una lunga standing ovation del pubblico, è Gino Cecchettin ad annunciare ciò che sarà d’ora in avanti.

"Dobbiamo fare tutti qualcosa, Elena ha dato un messaggio chiaro. La supporterò nelle sue battaglie, perché è qualcosa che dobbiamo fare tutti". E allora ecco l’annuncio. “Io mi impegnerò, creare una fondazione è nei nostri piani”. “E se servirà avrete il nostro supporto”, gli dice Fazio.

Gino Cecchettin si è presentato negli schermi di Nove con la forza che migliaia di persone hanno già visto il giorno del funerale di sua figlia. Sguardo sincero, occhi che brillano, fiocco rosso appuntato alla giacca blu, il padre di Giulia ha dato un’altra prova di grande dignità.

“Quando leggevo di femminicidi ero dispiaciuto per la vittima ma poi giravo pagina”, ha detto. “E ora mi ritrovo senza una moglie e senza una figlia. Quando Elena mi ha parlato di patriarcato sono rimasto interdetto, conoscevo quella parola ma non nella sua applicazione nella società moderna. Ora l’ho capita. Supporterò Elena in ogni modo”.

Non poteva mancare un riferimento agli odiatori della rete, che già sono stati denunciati dalla famiglia di Vigonovo che piange una figlia barbaramente uccisa. “Lasciamoli alla loro agghiacciante solitudine”, ha detto Fazio, aggiungendo subito che dopo Giulia sono state uccise altre cinque donne in Italia.

“È un problema molto serio che va affrontato nella maniera più drastica”, annuisce Cecchettin. “Patriarcato vuol dire che c’è un problema di possesso. E’ la donna vista come proprietà. La mia donna. Sembrano parole innocue ma non sono così. Non è la tua donna. Anche nel quotidiano bisogna cambiare visione della società. Sono retaggi del passato che nella maggior parte dei casi non producono danni ma in qualche caso, con persone fragili, che non accettano che una donna possa disporre della propria vita, sfociano nell’omicidio”.

Uomini agenti di cambiamento. Torna uno dei concetti espressi durante il funerale a Santa Giustina, a Padova. “Dobbiamo iniziare dal nostro credo più profondo. Dalle convinzioni, dalle espressioni che usiamo tutti i giorni”.

Fabio Fazio fa poi la domanda che tutti vorrebbero fare a Gino Cecchettin: come ha fatto a lasciare la rabbia fuori dalla più grande tragedia che possa accadere a un genitore?

“Ho avuto un processo di cambiamento” risponde il padre di Giulia. “Io iniziato a piangere per lei già da domenica, perché me lo sentivo. Viene normale provare rabbia e odio. Però poi mi sono detto: voglio essere come Giulia. E così ho azzerato sia l’odio che la rabbia. Portano via energia inutilmente”.

Il discorso del funerale sarà letto nelle scuole e per questo Cecchettin ringrazia il governatore Luca Zaia e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. “ Monica e Giulia sono la mia luce: accompagneranno me, Davide ed Elena per tutta la nostra vita, per danzare sotto la pioggia nei giorni che verranno. Vorrei dire una cosa ai maschi: in questo momento vorrei invitarli a dire “ti amo” alle compagne, alle mogli. Ditelo sempre ma fatelo in questo momento”.

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