Al direttivo dell’Aiccre patto con la Regione per tutelare la montagna

erto e cassoUna sinergia di massa per un vero rilancio del territorio montano. L’altro pomeriggio si è discusso a lungo di spopolamento tra vari sindaci delle vallate pordenonesi e l’assessore...

erto e casso

Una sinergia di massa per un vero rilancio del territorio montano. L’altro pomeriggio si è discusso a lungo di spopolamento tra vari sindaci delle vallate pordenonesi e l’assessore regionale Pierpaolo Roberti.

A Erto e Casso si è tenuto un direttivo dell’Aiccre, l’associazione dei Comuni e delle Regioni d’Europa presieduta da Franco Brussa. Il sodalizio opera per conto della Regione nella formazione degli amministratori locali e ha voluto radunare i propri iscritti in Val Vajont per l’anniversario dell’omonima tragedia. È così che la contemporanea presenza in sala di Roberti, di numerosi amministratori comunali e del sindaco di Maniago e presidente dell’Uti Andrea Carli si è trasformata in un momento di riflessione sul futuro della montagna. Brussa e i delegati dell’Aiccre sono stati ben felici di questo fuori programma.

«Il nostro statuto punta a creare delle occasioni per fare rete e condividere informazioni – ha detto il presidente dell’associazione europea –. Siamo ben lieti che anche dei municipi che non aderiscono ancora ad Aiccre come Barcis, Tramonti di Sopra e Clauzetto ci abbiano onorato della loro partecipazione e abbiano di riflesso goduto di una platea d’eccezione per esporre le attuali criticità. Lo sviluppo dell’area alpina non può non passare attraverso la Ue. Un lavoro di squadra nel nome del Vajont può agevolare la crescita delle stesse Val Tramontina e Val Cosa. Il turista straniero deve trovare modo per fermarsi per più giorni».

Dello stesso avviso l’assessore regionale che ha ricordato un recente progetto con la Slovenia per arginare lo spopolamento. «Si deve uscire dall’ottica che investire in queste terre avvenga sempre in deficit – ha affermato l’esponente della giunta Fedriga –. In realtà, chi vive in montagna aiuta la pianura a stare meglio. E non solo come tutela dai danni al territorio che poi si riversano a valle. La sfida è far sì che gli escursionisti creino indotti a catena tali da spingersi sempre più lontano. In Friuli Venezia Giulia disponiamo di posti a sufficienza per far pernottare i 100 mila visitatori del Vajont». «La montagna ha una connotazione territoriale propria – ha sottolineato l’assessore regionale alle Autonomie locali – che, con le altre identità specifiche, costituisce la ricchezza del Friuli Venezia Giulia. Va quindi tutelata dal rischio di spopolamento attraverso nuove progettualità, favorendo a questo scopo la sinergia tra i territori». «Conservare e valorizzare ciò che esiste è il primo passo» ha concluso Roberti, assicurando che «la prossima riforma degli enti locali terrà conto delle specificità dei territori e della necessità di creare sinergie e non spaccature per favorire la crescita ed evitare la dispersione di risorse».

Molto apprezzato anche l’intervento dell’assessore di Belluno Franco Frison, che di recente ha seguito i corsi di approfondimento promossi da Aiccre in Carnia e che con Carli ha avviato una partnership sul tema del coltello antico. Le conclusioni sono spettate al sindaco di Cavasso Nuovo e delegato nazionale dell’associazione, Emanuele Zanon, che ha portato l’esempio della cipolla rossa. «Un riconoscimento comunitario dei prodotti tipici dei nostri paesi è una strada sicura per il successo dell’intero territorio regionale», ha detto Zanon. —





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