Sms mangiacredito e servizi indesiderati Ecco le nuove insidie della telefonia

Codacons: già venti casi trattati nel 2018 a Pordenone Una famiglia è rimasta senza linea fissa per 14 giorni
Uno smartpone in un'immagine d'archivio. ANSA /PHILIPP GUELLAND
Uno smartpone in un'immagine d'archivio. ANSA /PHILIPP GUELLAND



Utenti rimasti senza telefono fisso e connessione internet per settimane, contratti attivati in seguito ad assenso “carpito” solo attraverso un fugace contatto vocale, e ancora disservizi assortiti e problemi tecnici risolti solo dopo lunga attese e ripetute sollecitazioni. E poi le insidie riservate ai cellulari, sotto forma di sms che attivano abbonamenti non richiesti.

Boom di segnalazioni al Codacons da parte di utenti della Destra Tagliamento che si rivolgono alla sede di viale Martelli lamentando condotte non corrette da parte degli operatori di telefonia, fissa e mobile. «Siamo a oltre 20 casi trattati nel 2018 – spiega l’avvocato Margherita Cusin, responsabile della circoscrizione di Pordenone di Codacons–. Grazie al nostro supporto di solito si riesce a risolvere il problema e a ottenere un risarcimento per il disagio patito, a volte più di 200 euro, presentando istanza gratuita al Corecom».

«Un caso esemplare è quello di un cinquantenne di San Quirino – riferisce Cusin – che aveva deciso di chiudere, dopo ben 40 anni, il contratto con Telecom per telefono fisso e internet, passando a un altro operatore. Quest’ultimo si era incaricato di notificare la disdetta contrattuale a Telecom, che bloccava la linea telefonica e internet a partire dal 27 giugno. Ma solo il 10 luglio il tecnico incaricato è potuto venire a casa per l’allacciamento della nuova linea dato che fino a quel momento Telecom non aveva ancora rilasciato il numero fisso. Così l’utente e la sua famiglia, compresa l’anziana madre affetta da problemi cardiaci, sono rimasti senza telefono per 14 giorni, senza alcun giustificato motivo. Abbiamo citato questo esempio che riguarda Telecom, ma si verificano problemi anche con tutti gli altri operatori».

Sul fronte della telefonia mobile numerosi utenti si sono visti “mangiare” fino a 30 o più euro in un mese a causa degli sms “trappola” che senza richiesta fanno scattare gli addebiti. Servizi (denominati premium - Vas) attivati con pseudoabbonamenti dai costi abnormi e notificati in modo tutt’altro che esplicito: così il “prelievo” di soldi dal credito telefonico avviene di fatto all’insaputa di chi lo subisce. «Una sessantenne pordenonese, con abbonamento ricaricabile alla Tim, ha scoperto che le era stato prelevato tutto il credito disponibile, per fortuna di soli 10 euro – racconta Cusin –. La signora aveva ricevuto a maggio due sms da parte di due aziende gestite da una Srl in cui si comunicava l’avvenuto inizio di un non meglio specificato abbonamento. Contattata, la Tim ha subito bloccato i servizi». La Tim ha confermato che altri casi di “sms-trappola” «si sono più volte verificati – conferma Cusin – e che la stessa compagnia telefonica provvede ad effettuare il rimborso se la segnalazione arriva entro 10 giorni dal fatto. Si consiglia di monitorare gli sms e in ogni caso richiedere al proprio gestore il blocco dei servizi indesiderati». —



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