Non è bella come in foto, deluso le scrive insulti sul web

PASIAN DI PRATO. Le fotografie della donna pubblicate online lo avevano colpito positivamente. Ma quando l’ha conosciuta di persona, si è dichiarato deluso.
E ha deciso di scrivere le sue opinioni su vari siti web, fra i quali un sito specializzato nella ricerca di escort.
I toni e gli epiteti non sono stati graditi dalla destinataria dei commenti, una donna residente nel Sanvitese, che ha scoperto le offese e sporto denuncia. La polizia postale è riuscita a individuare l’autore delle frasi con un’indagine telematica.
Un friulano sulla quarantina, residente a Pasian di Prato, è stato indagato per diffamazione, con l’aggravante del mezzo di pubblicità (in questo caso la rete). Per il pm Pier Umberto Vallerin, titolare del fascicolo, quelle inserzioni pubblicate online hanno offeso la reputazione della donna.
Fra gli insulti segnalati dalla vittima, “cellulitica”, “rifatta crolla tutto” e “dice che fa tutto e promette tutto e poi sul posto non fa niente”.
All’indagato è stato contestato dagli inquirenti anche il reato di molestie, disciplinato dall’articolo 660 del codice penale. Stando a quanto accertato dalla Procura, il quarantenne friulano ha arrecato molestia e disturbo alla donna facendole numerose e ripetute telefonate mute, anche durante la notte.
L’indagato ha scelto di chiudere la sua vicenda giudiziaria con un patteggiamento. L’epilogo è stato scritto lunedì scorso dal giudice per le indagini preliminari Rodolfo Piccin.
Il quarantenne friulano ha concordato con il pubblico ministero sei mesi di reclusione per diffamazione e molestie, ottenendo il beneficio della sospensione condizionale della pena.
Gli sfoghi sul web rischiano di costare molto cari. Per la diffamazione aggravata in caso di condanna la pena varia dai sei mesi ai tre anni di reclusione e la multa non è inferiore ai 516 euro.
Le aule dei tribunali sono sempre più affollate di procedimenti penali per diffamazione, in particolare per i commenti di troppo postati sui social network.
Anche utilizzare l’immagine di un altro per il proprio profilo integra gli estremi di un reato, quello della sostituzione di persona. Prima di digitare sulla tastiera un commento, è meglio pensare alle conseguenze alle quali si può andare incontro.
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