E lo spilimberghese Derino Zecchini combattè per i vietminh

I ricordi di Derino Zecchini (foto), combattente per la libertà dell’Italia dal nazifascismo e del Vietnam dal colonialismo francese, sono raccolti nel suo diario “Dietro la cortina di bambù” curato...

I ricordi di Derino Zecchini (foto), combattente per la libertà dell’Italia dal nazifascismo e del Vietnam dal colonialismo francese, sono raccolti nel suo diario “Dietro la cortina di bambù” curato da Sabrina Benussi. Zecchini, che oggi ha 91 anni, ha ricevuto la medaglia della Liberazione quale partigiano nella Brigata Garibaldi Sud-Arzino. Ma Derino ha partecipato a due lotte di liberazione. Finita la guerra Zecchini ha raggiunto il Vietnam combattendo a fianco dei vietminh per la liberazione dal dominio coloniale francese. Come fosse una cosa scontata Derino Zecchini racconta «finita la guerra continuavo a sentirmi partigiano. Decisi di raggiungere l’Indocina. Ma come potevo fare? Non era previsto il rilascio del passaporto per raggiungere il Nord Vietnam... così mi sono recato clandestino (l’Italia non ci lasciava espatriare per cercarci un lavoro) in Francia alla fine di settembre del 1946. Ho fatto tanti mestieri prima di raggiungere il Vietnam, nell’unico modo possibile, arruolandomi a Marsiglia nella Legione straniera. Sono arrivato a Saigon alla metà di settembre del 1949. Ho vissuto le brutalità della Legione straniera francese. Alla fine di febbraio del 1951 ho disertato e raggiunto i combattenti vietminh. Ho partecipato nel maggio del 1954 alla vittoriosa battaglia di Dien Bien Phu, conoscendo anche, durante una sua ispezione al fronte, il leader della liberazione del Vietnam Ho Chi Minh». In seguito Derino Zecchini, ammalato, viene curato in Cina. La Croce rossa gli fa raggiungere Hong Kong, da dove il 27 novembre 1957 si imbarca per l’Italia. Sulla nave Vittoria del Loyd Triestino conosce il regista Carlo Lizzani, che gli fornisce il necessario per le piccole spese durante il viaggio. Arriva a Genova il 22 dicembre del 1957. Da allora si è ritirato a “vita privata”, fino alla pensione. (s.c.)

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