Fiamme alla Roncadin, i vigili del fuoco salvano i serbatoi dell’ammoniaca

MEDUNO. Sono state probabilmente le farine – un materiale altamente combustibile che può diventare anche esplosivo – a propagare con un’incredibile rapidità le fiamme all’interno dello stabilimento Roncadin in via Monteli a Meduno.
Da prima dell’alba trenta vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta, non solo per domare l’incendio, ma innanzitutto per preservare dal rogo due potenziali bombe a orologeria: i due serbatoi dell’impianto frigorifero, contenenti ammoniaca, e i tre enormi silos di farina.
«La prima preoccupazione – ha ripercorso quei momenti il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Pordenone Doriano Minisini – è stata quella di contenere l’incendio al di fuori dell’impianto frigorifero, poiché l’ammoniaca è un gas tossico».
Se fosse rimasto coinvolto nell’incendio, avrebbe causato un danno ambientale molto serio. Per questa ragione la prima squadra arrivata dal distaccamento di Maniago, guidata dal caposquadra Bruno Leschiutti, la più vicina allo stabilimento, si è concentrata sui punti critici.
A guidarli, nella notte, la colonna di fumo e le fiamme che si vedevano già da Maniago. Uomini da Pordenone, Spilimbergo, Conegliano, la botte chilolitrica da Udine (con una capacità di 22 mila litri d’acqua) e i pompieri della base di Aviano sono arrivati subito a dare man forte ai colleghi.
«Due squadre – ha ricordato Leschiutti – sono corse a salvare il magazzino dei cartoni, minacciato dalle fiamme. Un’altra squadra si è messa a protezione dei silos di farina, facendo da barriera al rogo. Siamo riusciti a limitare la propagazione in modo efficace, salvando l’impianto refrigerante».
Nessuno, per fortuna, è rimasto intrappolato nello stabilimento in fiamme. Il piano di evacuazione ha funzionato alla perfezione.
E questo elemento viene sottolineato con un plauso dagli stessi vigili del fuoco. «Era un incendio problematico – ha osservato il vicecomandante di Pordenone Stefano Zanut – ma la risposta della fabbrica e dei lavoratori è stata molto forte. Questo dimostra che se si fanno formazione, piani di emergenza, prove periodiche, si acquisiscono le capacità per mettersi in salvo quando l’emergenza arriva».
Prima delle 10 l’incendio era domato, anche se rimanevano ancora alcuni focolai sparsi. Ma le operazioni di messa in sicurezza dei vigili del fuoco sono proseguite fino al tramonto.
Stamattina, sabato 23 settembre, Zanut guiderà gli accertamenti per scoprire cosa abbia provocato l’incendio sul nastro trasportatore delle pizze in uscita dal forno. I carabinieri della Compagnia di Spilimbergo hanno già escluso la pista dolosa e il pm Federico Facchin non ha disposto sequestri.
«Abbiamo individuato – ha spiegato Stefano Zanut – il punto di innesco. Stiamo acquisendo tantissime informazioni, incrociandole con le testimonianze dei dipendenti, che vedono l’incendio, ma quando è già in atto, e con i rilievi sul posto.
Quando si fa un’indagine si cerca di ricomporre il quadro, come un puzzle disgregato. Cerchiamo di mettere insieme tutti gli elementi, ma serve tempo. In questa fase è prematuro sbilanciarsi». (i.p.)
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