«Rfi non l’ha ceduto, il casello di Budoia ora sta crollando»
Budoia, il sindaco accusa: avremmo potuto valorizzarlo «Era l’ultima cosa che vedevano gli emigranti che partivano»

BUDOIA. . La vegetazione sta “mangiando” il casello ferroviario, poco distante dalla stazione di Santa Lucia. Il tetto, ormai compromesso, fra poco crollerà e di quel manufatto che si intreccia con la storia della ferrovia Sacile-Gemona, non rimarrà più nulla. Due anni or sono, Rfi, pulita dai rovi la collinetta dove sorge, aveva recintato il casello per impedire che vi entrassero estranei, sistemando vari cartelli di divieto d’accesso, in vista del suo abbattimento.
Di fronte al programma delle demolizioni voluto da Rfi dopo la chiusura della linea nel luglio 2012, il sindaco di Budoia Roberto De Marchi si era mobilitato per scongiurare l’abbattimento di quel casello ferroviario particolare. Roberto De Marchi ancora oggi sottolinea l’impegno del comune per salvare quella vecchia struttura che aveva anche funzioni di casa cantoniera della ferrovia. E dice: «Da due anni sto cercando, per ora senza successo, la disponibilità di Rfi per acquisire quel patrimonio immobiliare al prezzo simbolico di un euro, invece di lasciarlo crollare, cosa ormai prossima, o, peggio, demolirlo».
Il sindaco, nel maggio 2015, aveva anche chiesto un parere alla Soprintendenza regionale, nel tentativo di far vincolare il casello ferroviario. «Era l’ultima immagine che gli emigranti si portavano appresso del paese. E quando ritornavano a casa per le ferie, passando di fronte a quel caseggiato, con il fischio della littorina, il saluto del casellante e l’abbaiare del cane – una cuccia in muratura era stata costruita accanto all’entrata principale – capivano di essere di nuovo arrivati a Budoia». Una volta acquisito, il casello potrebbe essere trasformato in una struttura di testimonianza della storia centenaria della ferrovia e di accoglienza per il turismo “lento”, praticato lungo la limitrofa pista ciclabile Pedemontana che attraversa tutti i paesi. Il recupero sarebbe oltremodo appropriato anche in vista dell’imminente riapertura della linea ferroviaria proprio a scopi turistici, con l’abbinamento treno-bicicletta, inizialmente fra Sacile e Maniago, poi fino a Gemona.
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