Electrolux sventa la truffa di un hacker

Un cliente di Dubai rischia di versare 124 mila euro sull’Iban sbagliato: 8 mesi all’intestatario, scoperto dalla polizia postale

PORDENONE. Si chiama “man in the middle”. È un virus dormiente che si annida nella mail e si risveglia, all’improvviso, quando si imbatte in una serie di parole chiave come “bonifico” o “banking”. A quel punto l’hacker si sostituisce all’interlocutore nello scambio di mail e se ne approfitta, soffiando, molto spesso, ingenti somme di denaro.

Ne sa qualcosa il Bulldozer investment group, un grosso cliente di Dubai dell’Electrolux professional, che nel settembre del 2015 ha rischiato di perdere 124 mila euro. Ma l’azienda di Vallenoncello ha scoperto il raggiro e sporto denuncia alla polizia postale che è riuscita a risalire all’intestatario del conto corrente sul quale sarebbero arrivati i 124 mila euro, un cittadino nigeriano residente a Piadena, un paesino in provincia di Cremona.

Come ha ricostruito ieri in tribunale il direttore amministrativo di Electrolux professional Flavio Della Giustina, al processo che vedeva imputato il cittadino nigeriano di accesso abusivo nel sistema informatico e truffa, l’impresa pordenonese attendeva quella cifra come saldo dell’ordine, dopo che gli acconti erano regolarmente pervenuti, prima di spedire il macchinario. Ma i soldi non arrivavano.

Così è intercorsa una telefonata da Vallenoncello a Dubai: la nave che avrebbe dovuto consegnare il macchinario era infatti in partenza. Il cliente ha spiegato di aver già inviato i soldi alle coordinate bancarie indicate nella mail. Ma l’Iban non era quello dell’Electrolux, ma di un conto bancoposta intestato a un terzo.

Guardando meglio lo scambio di mail, i responsabili dell’Electrolux si sono accorti che qualcosa non funzionava. Il cliente arabo ha subito bloccato il pagamento e così non ha perso il denaro. Le trattative sono poi proseguite via fax e telefono, visto che si temeva un’intrusione nel sistema informatico.

Subito è stata sporta deuncia alla polizia postale mentre l’Electrolux ha avviato una verifica interna a tappeto per capire se vi fosse una falla e incrementando i domini di controllo nei paesi a rischio hacker.

«Nessuna intrusione si è verificata nel sistema informatico dell’Electrolux professional – ha spiegato ieri in aula il comandante della polizia postale di Pordenone Mauro Moreschi –. Riteniamo che l’accesso abusivo si sia verificato nella mail del cliente di Dubai, ma le nostre indagini non sono potute proseguire all’estero. L’Iban del conto corrente che avrebbe beneficiato del bonifico, invece, era intestato alla Stillwater, società di proprietà di un cittadino nigeriano».

Dalle indagini della polizia postale è emerso che il 55enne Akhimen Francis Onabirhekhanlen era intestatario di cinque conti correnti in tutto, dei quali tre in attivo (quasi 5 mila euro sul bancoposta, più di 16 mila in un secondo e e più di 35 mila in un terzo), gli altri con saldo negativo. A un’analisi più approfondita sono emerse movimentazioni di ingenti somme di denaro in entrata e poi subito in uscita fra il 30 giugno e il 30 settembre 2015. Le somme sono state poste sotto sequestro.

Il 55enne è stato denunciato e processato. Ieri la sentenza. Il viceprocuratore onorario Enrico Schenato ha concluso per l’assoluzione dall’accesso abusivo (si contestava l’intrusione nella casella di posta elettronica di una dipendente Electrolux, esclusa, però, dalla polizia postale) e la condanna per tentata truffa a 4 mesi.

Il giudice monocratico Iuri De Biasi ha inflitto 8 mesi e 600 euro di multa riqualificando il reato in tentata truffa e ha assolto l’imputato per non aver commesso il fatto dall’accusa di accesso informatico abusivo.

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