È il primo giugno, tutto fermo alla Seleco

L’attività in capo a Twenty sarebbe dovuta partire questo mese, ma sulla nuova avventura industriale è calato il silenzio

PORDENONE. Electrolux vuole visionare il piano industriale per la ripartenza di Seleco in capo a Twenty. A fare pressing su quest’ultima non sono solamente i sindacati: pure la multinazionale svedese intende vederci chiaro, anche perché, stando ai proclami di aprile da parte del gruppo amministrato da Maurizio Pannella, l’attività sarebbe dovuta partire a giugno.

Ma sulla nuova avventura industriale è calato il silenzio e i ritardi alimentano le preoccupazioni.

Il progetto Seleco è legato alla partita del riassorbimento di una parte dei 356 esuberi del sito Electrolux di Porcia: in ballo ci potrebbe essere il futuro di 50 addetti. Da qui anche la necessità per i vertici dell’azienda di effettuare a stretto giro valutazioni su sostenibilità del piano e prospettive.

La multinazionale ha fatto sapere di avere sollecitato la presentazione del progetto industriale, ma nulla è arrivato sul tavolo dell’impresa.

Nemmeno i sindacati hanno ricevuto notizie: dopo il rinvio dell’incontro di maggio, non è giunta alcuna nuova convocazione. Valutazioni iniziali troppo ottimistiche su un percorso che si sta presentando in salita? Possibile passo indietro?

O semplici ritardi che non mettono in discussione il decollo dell’attività? I sindacalisti Gianni Piccinin (Fim), Maurizio Marcon (Fiom) e Roberto Zaami (Uilm) vogliono capire quali sono le motivazioni del rinvio della presentazione del piano industriale.

Le forze sociali ricordano a Twenty che ci sono questioni delicate da chiarire, tra cui il passaggio di dipendenti da una realtà produttiva a un’altra. In questo caso si sta parlando di lasciare il posto di lavoro in una multinazionale per passare in un’azienda che ha una storia ancora da scrivere. Un’impresa che deve nascere e soprattutto affermarsi sul mercato.

La discussione sull’eventuale trasferimento degli addetti è una delle prime da intavolare, ma se a oggi manca il progetto industriale, è evidente che slitta il confronto pure su questo fronte.

«Tweenty avrebbe dovuto presentare il piano aziendale a inizio maggio e fare partire la produzione in questi giorni: allo stato attuale sul tappeto non c’è nulla – hanno dichiarato i sindacalisti –. Rimaniamo convinti che questa nuova avventura imprenditoriale potrebbe rappresentare un’opportunità per la provincia, ma al contempo siamo preoccupati per i ritardi e perplessi dinanzi all’entusiasmo e ai grandi proclami della società di quasi due mesi fa e all’attuale silenzio, nonché al mancato rispetto delle scadenze che Twenty aveva annunciato.

Il cronoprogramma di quest’ultima, ad aprile, pareva chiaro: oggi i fatti dicono altro. Non sappiamo nemmeno se siano partiti i lavori nello stabilimento che dovrebbe ospitare la produzione».

I sindacati chiedono chiarezza all’impresa. «Se Twenty non spiega le ragioni del rinvio, i nostri dubbi si infittiscono – hanno sottolineato le forze sociali –. Ci sono lavoratori in attesa di risposte. Abbiamo bisogno di confrontarci al più presto con la società per conoscerne le intenzioni, valutare la sostenibilità del piano e capire le prospettive».

Le forze sociali hanno ricordato che le tv registrano risultati migliori sui mercati nella seconda parte dell’anno: partire con la produzione a giugno avrebbe avuto senso in relazione anche ai risultati che si sarebbero potuti conseguire in pochi mesi. Ritardare complica il quadro nell’ottica delle vendite.

I sindacati hanno pure un altro timore. «Ora si sta focalizzando l’attenzione sul progetto Seleco per riassorbire esuberi di Porcia: non vorremmo che nel frattempo sfumassero altre opportunità che Electrolux stava vagliando per risolvere la questione eccedenze – hanno detto –. Le motivazioni per cui chiediamo a Twenty di stringere i tempi sono numerose.

Visti anche i solleciti della multinazionale, ci attendiamo la convocazione di un tavolo di concertazione a breve».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto