Le vietano di seppellire la madre accanto al padre

PRATA. Scoppia un caso al cimitero di Prata. Una donna di Sacile, Cristina Diana, ha da pochi giorni perso la madre Marcella Pauletich. Nel 2005 era deceduto il padre, Cesare Diana, che si era voluto far seppellire in una zona del camposantoa dove in anni lontani, prima della seconda guerra mondiale, erano stati sepolti i suoi fratellini (zii della sacilese), morti in tenera età.
Cristina Diana vorrebbe “riavvicinare” la madre al padre, esaudendo le volontà della defunta, ma qui si è scontrata con la burocrazia. Il sindaco Dorino Favot ha spiegato che la soluzione prevista dalla famiglia contrasta con l’attuale regolamento e che la questione è di natura igienica, ma apre a una soluzione.
«Papà Cesare – ha ricordato Cristina Diana – è stato sepolto nel 2005 assieme ai suoi fratellini, morti negli anni Trenta, in una zona del cimitero di Prata dopo essere stato cremato e aver ricevuto l’autorizzazione necessaria. Quella zona è oggi vincolata a parte storica per cui non sarà più toccata. C’era il posto anche per mamma. Al momento della sepoltura dell’urna di papà mia madre espresse il desiderio di essere sepolta lì accanto. Vogliamo assecondare il suo desiderio».
Cristina Diana poi ha illustrato la cronistoria di questa vicenda, non nascondendo la sua amarezza. «Dopo avere ricevuto il diniego alla sepoltura, ho contattato amministratori, impiegate dell’anagrafe e poi ho parlato direttamente col sindaco sabato 22 aprile.
Ci siamo presentati io e le mie due sorelle, il marito geometra di una cugina e il compagno ingegnere di un’altra cugina, che ha svolto la funzione di responsabile ai servizi cimiteriali di Jesi. Dopo un lungo dibattere Favot ci ha detto che forse si poteva trovare una soluzione facendola passare come un’aggiunta di ceneri a quelle esistenti. Non doveva quindi essere trattata come una nuova inumazione.
Poi ho attivato il geometra di famiglia, Nerio Belfanti, il quale ha parlato con il sindaco, che ha ribadito la tesi del diniego, barricandosi dietro al nuovo regolamento cimiteriale. Sembra che per interrare le ceneri sia necessario un pozzetto che il regolamento recentemente approvato vieta. Sembra fatto per incassare 400 euro per la concessione trentennale dell’ossario. Il posto per seppellire l’urna c’è. Tutto questo è assurdo».
Per ora la situazione resta di stallo. Interpellato, il sindaco ha così risposto: «Innanzi tutto non c’è nessuna questione di soldi, ci mancherebbe, nutro massimo rispetto per la famiglia e per la defunta. Non esistono vincoli storici che vietino l’esumazione straordinaria. Così facendo, è possibile inserire le urne e i resti in una cella ossario. È per questo che l’abbiamo proposta come soluzione. La questione è prettamente igienico-sanitaria. Il regolamento comunale oggi vieta la sepoltura come da loro richiesta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








