Gorgazzo, Casati scopre una galleria “misteriosa” - Foto

Il cunicolo individuato scoperto a -105 metri: non è mai stato esplorato prima d’ora. Per lo speleonauta impossibile tentare il record: troppo forte il mal di schiena

POLCENIGO. Provando a superare i -212 metri di profondità, che rappresentano il suo record di immersione nel Gorgazzo, lo speleonauta Luigi Casati ha scoperto 105 metri sotto la superficie della sorgente, una nuova, misteriosa, galleria. Il cunicolo – piuttosto ampio, con una grotta non lontana dall’imboccatura – è stato esplorato per una cinquantina di metri da Davide Corengia di Como.

Il sub si era immerso assieme a Casati e, su indicazione del “maestro”, si è addentrato nella nuova galleria, mentre Casati ha continuato a scendere fino a -150 metri di profondità. Poi il formicolio alle gambe, causato da più ernie lombari, l’ha costretto a fermarsi e risalire.

Davide Corengia ha scoperto che la nuova galleria va in direzione opposta alla discesa principale del Gorgazzo. Nei cinquanta metri che ha “perlustrato” è salito dalla profondità di -105 metri a -90 metri. Quindi, quel cunicolo, oltre a separarsi nettamente dalla discesa principale, tende a salire verso la superficie.

«Nelle immersioni può capitare che mentre ti proponi di superare un tuo limite – afferma Luigi Casati – finisci per scoprire un nuovo mondo subacqueo, in questo caso rappresentato dalla galleria visitata per la prima volta proprio oggi».

Sotto il profilo dell’esplorazione e della ricerca, l’aver individuato il nuovo cunicolo, ricco di fossili, equivale al superamento dei -212 metri di profondità. «Nella mia attività subacquea – racconta Luigi Casati – le maggiori soddisfazioni mi sono arrivate dall’esplorazione dell’ignoto. Cosa che può avvenire stabilendo un nuovo record di immersione, oltre i -212 metri di profondità o scoprendo una nuova galleria del Gorgazzo».

Del team dello speleonauta lechese fa parte anche la geologa sacilese Barbara Grillo. «Da due anni – dice – il dipartimento di Scienze geologiche dell’università di Bologna sta studiando il Gorgazzo per capire la provenienza dell’acqua di quell’importante sorgente e la sua destinazione.

Mentre per le sorgenti della Santissima e del Molinetto di Caneva – continua Barbara Grillo – è accertato che le acque provengono dal Cansiglio, della sorgente del Gorgazzo si sa solo che è composta da un reticolo idrogeologico estremamente complesso. Luigi Casati e Davide Corengia – conclude Barbara Grillo – con la loro scoperta, oggi (ieri per il lettore, ndr) hanno documentato ciò che i ricercatori universitari, in via sperimentale, avevano intuito».

Luigi Casati, con il suo team, ha ancora a disposizione una settimana per tentare l’immersione oltre i fatidici -212 metri di profondità, un record che lui stesso ha raggiunto nel 2.008. «A differenza dell’anno scorso la schiena non si è bloccata – dice lo speleonauta –, le ernie lombari mi causano però un fastidioso formicolio alle gambe che mi complicano la discesa oltre i -150 metri di profondità che oggi ho raggiunto. Non voglio fare previsioni – continua Casati –: unica cosa certa è che domani tornerò a immergermi, almeno per perlustrare ancora il corridoio scoperto che si sviluppa in una parte nuova del Gorgazzo, finora mai esplorata. Poi proverò a scendere. Nel 2008 – ricorda Casati – ho raggiunto i -212 metri di profondità con un’attrezzatura meno efficiente e moderna dell’attuale, reduce da un’operazione a un’ernia cervicale».

Ma lo speleonauta non si sbilancia. «Non voglio fare previsioni – conclude –, so solo che, da domani, continuerò ad immergermi nel Gorgazzo». Nel tentativo di superare il suo stesso record.

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