Prostituzione al night, indagati padre e figlio - Video

PORDENONE. Nella mattinata di oggi, venerdì 11 novembre, la polizia di Stato ha emesso due provvedimenti restrittivi (obbligo di dimora con divieto di allontanarsi di notte dalla propria abitazione), emessi dal gip Bolzoni, nei confronti di due cittadini italiani – padre e figlio, di Musile di Piave – per il reato di sfruttamento della prostituzione ai danni di 17 ragazze straniere e italiane.
Nel corso delle indagini, coordinate dal pm Pier Umberto Vallerin, è stato appurato che all’interno di un locale notturno con sede in città, da almeno tre anni, giovani donne venivano fatte prostituire.
I clienti, in prevalenza italiani residenti a Pordenone e nei comuni limitrofi, pagavano una somma variabile a seconda del tipo di prestazione sessuale richiesta e del metodi di pagamento (in contanti o con carta di credito), secondo un preciso tariffario stabilito dai gestori del locale.
I rapporti avvenivano nel sotterraneo del locale, secondo precisi tariffari con indicazione delle prestazioni.
Nei mesi scorsi c'è stato anche un blitz degli uomini della squadra mobile, che hanno identificato tutti i clienti e condotto in Questura le prostitute per gli accertamenti del caso. Poi l'indagine è proseguita fino alla conferenza stampa odierna.
Nel corso delle indagini, su input investigativo dalla squadra mobile, la polizia locale di Pordenone ha comminato sanzioni amministrative per 100 mila euro per violazioni alle norme urbanistiche.
La direzione territoriale del lavoro, attraverso il nucleo carabinieri ispettorato del lavoro, ha accertato che le giovani prostitute, formalmente socie del locale, erano in realtà lavoratrici subordinate in nero e ha irrogato sanzioni amministrative di notevole importo.
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