Trovato morto in casa da giorni, carabinieri sul posto

PORDENONE. Un solitario, un uomo che voleva fare la sua vita Pietro Iannacone, senza rendere conto a nessuno. E così un mese fa, quando il fratello Giuseppe – unico parente stretto oltre che collega di lavoro – era partito per le ferie e gli aveva raccomandato di chiamarlo, lui non lo aveva fatto. Nessuno ha trovato nulla di anomalo in quel silenzio, faceva parte di lui. Fino a quando, qualche giorno fa, le sue ferie non sono finite e lui non è rientrato in ufficio.
Solo oggi, 3 ottobre, quando il fratello a sua volta allertato – dopo averlo chiamato invano – è arrivato coi carabinieri nella casa di via Udine, si è capito che l’uomo, 57 anni, non era andato da nessuna parte. Era morto nella sua casa. Da almeno tre settimane.
La zona è stata isolata per consentire lo svolgimento delle indagini. Si attende il medico legale. La vittima è Pietro Iannaccone, 57 anni, dipendente dell'Agenzia delle Entrate, dove lavorava all'archivio, dopo un'esperienza all'ufficio Iva.
Lo stato del corpo ha reso le operazioni di carabinieri, vigili del fuoco, medico legale, particolarmente complesse. Dalle 15.30 , fino alle 20.30, è stato un via vai di forze dell’ordine e operatori della sicurezza davanti alla vecchia casa che si trova di fronte al bar Trash.
«Ci vedevamo tutti i giorni in ufficio – raccontava affranto il fratello, l’unica persona a cui Pietro permetteva di far parte della sua vita –. Poi però sono arrivate le vacanze...Mio fratello era così, un solitario. Gli avevo detto di chiamarmi per qualunque cosa, ma lui non l’ha fatto. E’ difficile non sentirsi in colpa».
I vicini se lo ricordano come una persona gentile Pietro, ma molto schivo. Fino allo scorso anno viveva con un cane a cui era molto affezionato: capitava che l’animale lo attendesse fuori dall’ufficio. Poi il cane era morto e lui era tornato alla sua solitudine. Solitudine che praticava anche al lavoro.
Fino al 2001 all’ufficio Iva, dopo l’accorpamento con l’agenzia delle Entrate si occupava dell’archivio. E i colleghi raccontano che nel suo lavoro era bravissimo, una sicurezza per tutti: «Teneva l’archivio come un gioiello. Iannacone era l’unico in grado di trovare un documento datato nel tempo. Non era uno che amava stare con gli altri, ma era una persona disponibilissima».
La solitudine che lo ha accompagnato anche nella morte ha reso più complesse le operazioni di recupero della salma. I carabinieri, che indagano sul caso, escludono che la morte sia stata cagionata da cause violente. Difficile per ora, data la condizione del cadavere, stabilire perché il 57enne sia deceduto.
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