Torio 232, scatta la bonifica nell’area bersagli del poligono

Cordenons, si comincia con la pulizia di rifiuti e residuati bellici. Poi toccherà ai metalli pesanti. Esclusi rischi per la salute, l’intervento sarà effettuato dai reparti specializzati dell’Esercito

CORDENONS. Inizieranno la prossima settimana, ad opera del personale militare del 7º reggimento Nbc “Cremona” di Civitavecchia e sotto la supervisione dell’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa), i lavori di pulizia dell’area bersagli del poligono di tiro Cellina Meduna.

L’intervento, propedeutico all’avvio del piano di intervento per i metalli pesanti, è in linea con le tempistiche decise a luglio, nell’ultimo sopralluogo effettuato dai funzionari dell’Arpa con il supporto logistico della 132ª Brigata corazzata Ariete, al quale avevano partecipato anche gli operatori del Cisam e dello stesso 7° reggimento difesa Nbc Cremona.

Le operazioni di risanamento ambientale prevedono la rimozione di alcuni rifiuti abbandonati sul suolo e di eventuali frammenti (residuati bellici) nel sottosuolo: dureranno circa due mesi, quindi si passerà all’attuazione del “Piano per i metalli pesanti” già definito, il quale prevede a sua volta la caratterizzazione e l’eventuale bonifica.

Quella che prenderà avvio la prossima settimana rappresenta l’ultima tappa del lungo ed approfondito iter di controlli ed analisi sulla radioattività del sito, scattato nel 2013 da parte di Arpa dopo che l’Esercito aveva segnalato la presenza di livelli sopra soglia di metalli pesanti.

Nelle prime indagini effettuate da parte dell’Arpa era stata rinvenuta la presenza di Torio 232 (elemento radioattivo presente in natura e sotto forma artificiale) in quantità superiore a quella del fondo naturale, dovuta all’utilizzo, fino al 2004, di missili Milan da esercitazione.

Da allora l’area – poche centinaia di metri quadri di superficie sui 35 chilometri quadrati di grandezza dell’intero poligono - è perimetrata con una concertina militare ed interdetta alle persone.

L'Arpa ha quindi condotto, tra la fine del 2014 e maggio 2015, un complesso studio che, oltre a definire le aree contaminate (quattro sugli otto bersagli presenti), ha escluso il pericolo per la salute sia della popolazione nella fruizione del luogo, sia dei lavoratori che si trovassero ad operare nel sito.

Lo studio aveva tuttavia ravvisato la necessità di effettuare, in via del tutto precauzionale, una ricerca di eventuali frammenti radioattivi presenti al di sotto del piano di campagna, che potrebbero essere portati in superficie nel corso di eventuali attività di bonifica dei suoli contaminati dai metalli.

La movimentazione degli stessi potrebbe, seppur in via minimale, costituire un rischio per gli operatori. Tali indicazioni sono state quindi recepite dalla conferenza dei servizi del settembre 2015.

Non appena l’Esercito ha reperito i fondi necessari per effettuare tali interventi, a luglio scorso si è tenuta una prima riunione operativa. Sono state in particolare definite le procedure tecniche per la ricerca e l’eventuale asportazione di frammenti che dovranno ora essere seguite dai militari del 7º reggimento Nbc Cremona.

È questo un reparto specializzato nella difesa nucleare, biologica e chimica dell’Esercito di stanza a Civitavecchia e dipendente dal Comando artiglieria di Bracciano. Arpa Friuli Venezia Giulia sarà presente all’avvio dei lavori e ogni qualvolta, in fase di rimozione dei frammenti, risultasse necessario.

Il controllo radiologico e la relativa eliminazione dei rischi radiologici da movimentazione in vista della caratterizzazione da metalli pesanti è indispensabile per garantire la sicurezza degli operatori. Resta escluso ogni rischio per la popolazione.

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